Il Nobel Parisi: “Assurdo ridurre l’obbligo della mascherina”

L'intervista rilasciata all'Ansa dal premio Nobel Parisi su Covid, mascherine e vaccini nei bambini. Le considerazioni del fisico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

“E’ assurdo che nell’incontro fra governo e parti sociali si sia ridotto l’obbligo della mascherina: non è sensato ridurre le protezioni sanitarie in un momento in cui l’epidemia di Covid-19 sta aumentando in modo esponenziale“, è quanto ha dichiarato all’Ansa il premio Nobel Giorgio Parisi, parlando della decisione presa lo scorso 30 giugno nel Protocollo di aggiornamento delle misure anti-covid negli ambienti di lavoro e reso noto dal Ministero del Lavoro dopo il confronto con i Ministero della Salute e dello Sviluppo economico, Inail e parti sociali.

La crescita esponenziale dei casi

Parlando all’Ansa, il premio Nobel ha ribadito che l’epidemia di Covid-19 è entrata in una zona di “chiaro aumento esponenziale solido e costante da quasi due settimane. Ci troviamo in una situazione seria, nella quale i casi raddoppiano in poco più di dieci giorni e cominciano ad avere effetti anche sui ricoveri, che fra dieci giorni potranno superare i 10 mila nei reparti ordinari, mentre gli ingressi nelle terapie intensive sono raddoppiati rispetto a un mese”. Per il prof. Parisi, quindi, è possibile che gli ospedali possano tornare in una “situazione di sofferenza”.

Vaccini, bambini e Covid-19

Il Nobel Parisi, inoltre ha affermato che merita un ampio rilievo il dato secondo cui il vaccino anti Covid-19 evita il ricovero dei bambini in terapia intensiva, contenuto nell’articolo pubblicato il 30 giugno scorso sulla rivista The Lancet dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute. Per il Nobel “è importante dare risalto” al fatto che, dal confronto fra un’ampia casistica di bambini vaccinati e non vaccinati di età compresa fra 5 e 11 anni, “nei non vaccinati si siano osservati 15 ricoveri in terapia intensiva e due decessi, mentre fra i bambini vaccinati non ci sono stati né ricoveri in terapia intensiva né decessi”. Per Parisi sono dati “importanti ed estremamente incoraggianti perché hanno enormemente diminuito il numero di ricoveri nelle terapie intensive”, anche se “nella ricerca questi dati sono un po’ nascosti e potrebbero sfuggire”. E’ tanto più importante metterli in rilievo, alla luce del fatto che la fascia d’età considerata nella ricerca “è poco vaccinata” e che “circa un terzo dei da 5 a 11 anni ha avuto il vaccino anti Covid-19”. Per motivi di sicurezza, aggiunge il Nobel, il dosaggio del vaccino per i bambini di 5-11 anni è tre volte inferiore rispetto a quello per gli adulti: “un elemento, questo, che rende il vaccino molto sicuro per quanto riguarda gli effetti collaterali. Adesso lo studio di Iss e ministero della Salute dimostra che il vaccino indica anche una fortissima riduzione della possibilità di ricovero in terapia intensiva“.

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