In un giorno tre morti sul lavoro

"Ancora vite spezzate e famiglie distrutte in un paese dove la sicurezza resta una grande emergenza nazionale", ha twittato il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:18

Tre vittime sul posto di lavoro in un solo giorno nel nostro Paese, una in Sardegna, una in Trentino, a pochi giorni dal decesso di un boscaiolo sempre nella stessa Provincia autonoma del nord est italiano, una in Emilia-Romagna. Dura reazione della politica e dei sindacati, a pochi giorni dal 1° maggio, la Festa dei lavoratori. Mentre in Piemonte un sedicenne è deceduto, schiacciato dal muletto che stava guidando in un capannone industriale a Nole, nel torinese, entrambi di proprietà dei genitori, mentre spostava della legna. In questo caso si tratterebbe però di un incidente domestico e l’azienda che utilizza il capannone, la MetalPress, sarebbe estranea ai fatti.

Il crollo del solaio

Un operaio di 39 anni, Sander Cerri, di origine albanese, dalle prime ricostruzioni sarebbe stato colpito alla testa dopo il crollo di un solaio mentre lavorava, per conto di un’impresa di Mezzolombardo, alla ristrutturazione di un edificio. L’uomo, trasportato in gravi condizioni all’ospedale Santa Chiara di Trento in seguito all’incidente, è deceduto. Sul posto, oltre ai soccorsi, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche gli ispettori dell’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro in pochi giorni in Trentino, dopo il decesso nei boschi del Comune di Predazzo del boscaiolo di 61 anni, Aldo Fanton.

L’urto sull’asfalto

In Romagna un operaio sessantenne è morto, dopo essere stato travolto dal carico che stava scaricando da un camion, nella sede Hera a Pievesestina di Cesena. Il lavoratore, dipendente di una ditta di autotrasporto con sede ad Avellino, secondo quanto ricostruito dalla polizia, era da poco giunto alla destinazione e, poco dopo le 11, stava scaricando dal mezzo dei grossi bidoni per la raccolta dei rifiuti quando, per cause ancora da chiarire, è stato improvvisamente travolto da alcuni di questi. Schiacciato a terra dall’urto, l’uomo avrebbe battuto il capo sull’asfalto, perdendo conoscenza. Scattato l’allarme, sul posto sono accorsi vigili del fuoco, sanitari del 118 e le forze dell’ordine. Il ferito è stato immediatamente trasportato al trauma center dell’ospedale Bufalini, ma la morte è sopraggiunta durante la corsa verso la struttura sanitaria, a causa del trauma cranico subito.

L’operaio sardo

Il primo incidente della giornata si era verificato intorno alle 12 nel Sassarese: un operaio edile di 22 anni (ma ne avrebbe compiuti 23 il 19 aprile), Salvatore Piras, ha perso la vita a Sorso, dopo essere stato colpito alla testa dagli elementi di un ponteggio che stava caricando su un furgone. L’operaio, dipendente di una azienda edile, era impegnato in un deposito nella zona artigianale di Sorso, stava caricando su un furgone gli elementi di un ponteggio quando, per cause in fase di accertamento da parte dei carabinieri della Compagnia di Porto Torres e degli ispettori dello Spresal della Assl di Sassari, alcuni di questi lo hanno travolto colpendolo alla testa. Per il 23enne, soccorso dai colleghi che hanno chiesto immediatamente l’intervento del 118 e dei Vigili del fuoco, i tentativi di salvargli la vita sono risultati inutili.

Le reazioni della politica e dei sindacati

“Il fenomeno delle morti bianche non accenna a rallentare, anzi i numeri di quest’anno già ci prospettano un aggravamento. Credo che i lavoratori, soprattutto quelli più giovani e forse più inesperti o meno tutelati, stiano pagando un prezzo assurdo in termini di vite ma anche di infortuni. Questa non è la ripresa che si può volere, questo non è un ‘danno collaterale’ accettabile”, ha detto la presidente della Commissione Lavoro della Camera, Romina Mura. “”Tre operai hanno perso la vita oggi mentre svolgevano le loro mansioni. Ancora vite spezzate e famiglie distrutte in un paese dove la sicurezza resta una grande emergenza nazionale. Non si può morire di lavoro. Il Primo Maggio saremo in piazza anche contro questa piaga inaccettabile”, ha sottolineato su Twitter il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra.

L’incidente domestico

Spostava della legna alla guida di un muletto che si è ribaltato schiacciandolo. E’ morto così Luca B., diciassette anni il prossimo giugno. Un “incidente domestico”, e non sul lavoro come sembrava in un primo momento, secondo lo Spresal e il magistrato di turno, intervenuto a Nole, nel Torinese, per coordinare le indagini dei carabinieri. Secondo quanto riferito dai genitori, il giovane stava spostando la legna per la famiglia, proprietaria del muletto e del capannone, all’interno della quale c’è una azienda di pallet estranea ai fatti. L’allarme in via Cravanera, alla periferia di Nole, quasi 7mila abitanti nell’area metropolitana del capoluogo piemontese, è scattato intorno alle 18. Sul posto, con i militari dell’Arma e lo Spresal, sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma per il ragazzo non c’era più niente da fare. Secondo la ricostruzione dell’accaduto la vittima era ai comandi del muletto, con cui stava percorrendo la discesa che porta all’ingresso del capannone. Nei pressi di un cancello, ha svoltato per entrare nel cortile ma il muletto, forse toccando con le pale la strada, si è ribaltato, lo ha sbalzato dalla cabina e, adagiandosi su un fianco, lo ha schiacciato. Il muletto è risultato essere della MetalPress immobiliare, società proprietaria dei capannoni in locazione alla ditta, che ha tra i soci la madre del ragazzo. Toccherà ora ai carabinieri della compagnia di Venaria Reale ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Salma e mezzo sono stati posti sotto sequestro, a disposizione della procura di Ivrea (Torino), titolare dell’inchiesta sull’accaduto.

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