Erdogan sui 10 ambasciatori: “Non volevamo una crisi, ora saranno più cauti”

Con una nota l'ambasciata USA ad Ankara ha comunicato che l'appello sottoscritto dai 10 diplomatici rispetta la Convenzione di Vienna. Intanto la lira turca si è svalutata di oltre il 2%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:38
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante il discorso al partito Ak, febbraio 2020 - Foto © Murat Kula per EPA

Dopo le parole di sabato scorso del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’ambasciata degli Stati Uniti d’America ha comunicato con una nota, fatta propria anche da altre missioni diplomatiche, che che l’appello sottoscritto dagli ambasciatori di 10 Paesi in favore del filantropo Osman Kavala rispetta la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Il commento del capo di Stato turco è arrivato a margine di una riunione di governo, “Non volevamo provocare una crisi, ma era mio dovere rispondere” ha detto il leader di Ankara, aggiungendo anche “credo che ora saranno più cauti”. Intanto, la lira turca si è ulteriormente svalutata.

La nota

“In risposta alle domande sulla dichiarazione del 18 ottobre, gli Stati Uniti fanno notare – riporta la note dell’ambasciata statunitense – che si mantiene in conformità con l’articolo 41 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche” e “non interferisce con gli affari interni” della Turchia. Nel documento inoltre si sottolinea come il secondo paragrafo dello stesso articolo stabilisca che tutti gli affari ufficiali tra i Paesi “devono essere condotti attraverso il ministero degli Affari Esteri dello Stato ricevente”. La dichiarazione della missione diplomatica USA ad Ankara è stata fatta propria anche dalle ambasciate in Turchia di Canada, Nuova Zelanda e Olanda, ed è stata rilanciata su Twitter anche da altre ambasciate firmatarie dell’appello per liberazione di Osman Kavala, Germania, Francia, Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia.

Le parole di Erdogan

“È arrivata un’altra dichiarazione da parte di questi ambasciatori che cita il loro impegno rispetto all’articolo 41 della Convenzione di Vienna e credo che ora saranno più cauti”, così Erdogan in un discorso dopo una riunione di governo. “Non volevamo provocare una crisi ma la magistratura turca non prende ordini da nessuno, non tollereremo le interferenze di un gruppo di ambasciatori. Questa mancanza di rispetto doveva ricevere una risposta, mio dovere di rispondere, a nome della mia nazione e del mio Paese”, ha aggiunto.

La caduta

La valuta nazionale turca si è svalutata di oltre il 2% in un giorno arrivando a sfondare la barriera di 1 dollaro per 9,80 lire turche e di 1 euro per 11,40 lire.

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