Doppio attentato nell’area dell’aeroporto di Kabul, le vittime sarebbero 90

Secondo fonti della difesa britanniche dietro gli attacchi potrebbe esserci un'estensione afghana dell'Isis. Spari in aria quando decollava un C-130 italiano con a bordo 98 civili afghani e giornalisti italiani. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio in Cdm ha illustrato i cinque filoni del piano in favore degli afghani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:53

Giusto ieri i servizi di intelligence di diversi Paesi occidentali, come Stati Uniti e Gran Bretagna, aveva espresso i loro timori circa uno “specifico” rischio di attacchi a Kabul, e oggi sarebbero avvenute due esplosioni, seguite da spari, nei pressi dell’aeroporto della capitale, dove da giorni vanno avanti le operazioni di ritiro ed evacuazione da parte delle forze occidentali, in una zona vicino un canale di scolo e non lontano da un albergo, il Baron Hotel, che ospitava occidentale. Il bilancio sarebbe di decina di morti tra i civili afghani e dodici militari americani.

La doppia esplosione è stata confermata dal portavoce del Pentagono John Kirby con un post su Twitter.

Riporta Ansa, citando quanto avrebbero riferito a Skynews fonti della difesa della Gran Bretagna, che dietro gli attentati potrebbe esserci l’estensione del sedicente Stato islamico nella provincia afghana del Khorasan.

Morti e feriti

Il bilancio di vittime e feriti del doppio attentato è ancora provvisorio, sarebbero morti 90, tra civili afghani e 12 marines USA, secondo quanto riportato dall’emittente Cbs, mentre i feriti 150. L’organizzazione non governativa Emergency in un post su Twitter comunica che nel loro ospedale sono state portate 30 persone ferite e sei già morte e poco dopo in un altro tweet parlano di 60 feriti.

 

Immagini e video rilanciate da media arabi mostrerebbero persone ferite trasportate via con delle carriole.

La rivendicazione

Scrive Adnkronos che a rivendicare gli attentati che hanno causato decine di morte sarebbe stata un’estensione dell’Isis nel Paese, la Provincia del Khorasan. La rivendicazione sarebbe arrivata attraverso organo di propaganda dell’organizzazione, Amaq

La condanna

Dalla Nato arriva la “ferma condanna” dell’attentato. Così su Twitter il segretario generale Jens Stoltenberg: “Condanno fermamente l’orribile attacco terroristico fuori dall’aeroporto di Kabul. La nostra priorità resta quella di evacuare il maggior numero di persone in sicurezza, il più presto possibile”.

“Un attacco atroce e spietato. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e ai feriti. Indispensabile garantire la sicurezza dell’aeroporto di Kabul” – twitta il presidente dell’Europarlamento David Sassoli – “I Paesi Ue trovino la forza per portare in salvo i cittadini europei e coloro che si sentono minacciati”.

Le parole del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi: “Condanno questo orrendo, vile attacco contro persone inermi che cercano la libertà. Ringrazio tutti gli italiani che si prodigano in questo straordinario sforzo umanitario per salvare i cittadini afghani”.

Intanto il premier britannico Boris Johnson ha riunito d’urgenza del comitato Cobra sulle emergenze e la sicurezza nazionale, mentre Oltreoceano il presidente statunitense Joe Biden segue la situazione dalla Situation room.

Gli spari

Oltre alle esplosioni, ci sarebbero stati anche degli spari. Colpi sparati mentre un C-130 italiano decollava con a bordo 98 civili afghani e diversi giornalisti del nostro Paese, che  il pilota del mezzo, riporta Ansa, è stato in grado di evitare. Secondo fonti dell’intelligence italiana, scrive ancora l’agenzia, non si sarebbe trattato di un attacco al mezzo.

I cinque filoni del piano italiano

Nel corso del Consiglio dei ministri di questo pomeriggio, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio ha illustrato il piano italiano in aiuto del popolo afghano, dicendo che i cinque filoni operativi sono previste “iniziative a favore di ulteriori evacuazioni dopo il 31 agosto Di rifugiati e sfollati”. Gli altri consistono in iniziative per i diritti umani, soprattutto quelli delle donne, altre per garantire l’opportunità di formazione in Italia, anche universitaria, per i giovani dell’Afghanistan, iniziative umanitarie e di cooperazione allo sviluppo.

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