Caso scarcerazioni, il Centrodestra chiede la sfiducia per Bonafede

Lo annuncia il leader della Lega, Matteo Salvini: "Mozione presentata in Senato, fronte compatto"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:04

“Le dichiarazioni di Di Matteo hanno sollevato ombre sul ministro: non so chi abbia ragione dei due ma entrambi non possono avere ragione. Quindi uno dei due ha torto e questo è grave comunque: questa storia è solo l’ultimo degli oltraggi alla lotta alla mafia e alla ‘ndrangheta e alla camorra. Un mondo ormai abbandonato a se stesso”. Non usa mezzi termini il leader della Lega, Matteo Salvini, che in conferenza stampa annuncia come il fronte del Centrodestra si sia compattato nel richiedere chiarimenti al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, presentando una mozione di sfiducia in Senato: “Sono contento, perché dopo ore e ore di lavoro, il centrodestra, compatto e unito ha trovato una posizione comune che è stata depositata in Senato che prevede che il ministro Bonafede, dopo i mille errori fatti ne risponda”.

Affondo e difesa

Inaccettabile, secondo il segretario del Carroccio, alcune decisioni adottate dal Ministero della Giustizia, affermando che “un dicastero così importante deve garantire che i mafiosi vengano portati in galera non fuori dalla galera. Non sta a me – ha detto ancora Salvini – ricordare le rivolte nelle carceri, con morti e feriti, la scarcerazione, siamo arrivati a più di 400, fra mafiosi, assassini, delinquenti usciti dalle carceri nell’inattività, quantomeno, del ministero della giustizia”. Era stato lo stesso guardasigilli, in mattinata, a ritornare sulla vicenda, affermando in Senato di invitare “tutti a fare un’operazione di verità, che è fondamentale nella materia della lotta alla mafia: le scarcerazioni sono avvenute in virtù di leggi non di questo governo, ma che erano lì da anni e che nessuno aveva mai modificato”.

“Non entriamo poi nel merito – ha detto ancora il leader della Lega -, da garantista, delle dichiarazioni del giudice Di Matteo che hanno sollevato ombre preoccupanti sulle nomine da parte del ministro Bonafede, su quello che è accaduto, su pressioni o su omissioni, io non so se se abbia ragione il giudice di Matteo o se abbia ragione il ministro Bonafede entrambi non possono aver ragione”.

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