Angelus, il Papa: “Il primo atto di carità è portare la gioia di Gesù”

Nella quarta domenica di Avvento, Papa Francesco ricorda l'atteggiamento di Maria dopo aver ricevuto l'annuncio: "Non pensò a sé stessa ma a chi aveva bisogno"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:08
Papa Francesco Angelus
Foto © VaticanMedia

Evitare di rinchiudersi fra i propri problemi e pensare a chi ha bisogno. Come ha fatto Maria, dopo aver ricevuto l’annuncio dall’Angelo. Il suo primo pensiero non è ripensare a quanto accaduto e considerane gli effetti ma la sua parente Elisabetta. Un atteggiamento che, come ricorda Papa Francesco all’Angelus, è qualcosa di strano e miracoloso. “Maria si mette in viaggio con generosità, senza lasciarsi intimorire dai disagi del tragitto, rispondendo a un impulso interiore che la chiama a farsi vicina e a dare aiuto”. E il dono elargito a Elisabetta è “la gioia di Gesù, la gioia che portava nel cuore e nel grembo”. E di fronte a lei proclama i suoi sentimenti, che diventeranno la preghiera del Magnificat. Prima di alzarsi e andar via.

L’Angelus del Papa

Alzarsi e andare. Due verbi che, nel cammino dell’Avvento, rappresentano due priorità della vita cristiana. Il primo dei quali rimanda direttamente al comportamento di Maria, che non si cura dei possibili rischi del suo tempo per una gravidanza inattesa, ma si alza e “volge lo sguardo in alto, verso Dio”. E “non pensa a chi chiedere aiuto, ma a chi portare aiuto”. Maria pensa agli altri e, quindi, pensa anche a noi. “Alzarci, soprattutto quando le difficoltà rischiano di schiacciarci. Alzarci, per non rimanere impantanati nei problemi, sprofondando nell’autocommiserazione o cadendo in una tristezza che ci paralizza”. Un comportamento che ci permette di non lasciarci scoraggiare dai pensieri negativi ma di guardarci attorno cercando qualcuno a cui essere d’aiuto. “Aiutando gli altri, aiuteremo noi stessi a rialzarci dalle difficoltà”.

L’atteggiamento cristiano

Camminare in fretta, del resto, “non vuol dire procedere con agitazione, in modo affannato” ma “condurre le nostre giornate con passo lieto, guardando avanti con fiducia, senza trascinarci di malavoglia, schiavi delle lamentele”. Queste, infatti, “portano a cercare sempre qualcuno da incolpare”. Il passo svelto di Maria è quello di chi “ha il cuore e la vita pieni di Dio, pieni della sua gioia”. Per questo dobbiamo chiederci quale, nella nostra vita, sia il tipo di passo adottato. Se si sta procedendo nella tristezza, “con il passo stanco dei brontolii e delle chiacchiere”, oppure se si procede in modo propositivo. “Non dimentichiamo – conclude Papa Francesco – che il primo atto di carità che possiamo fare al prossimo è offrirgli un volto sereno e sorridente. È portargli la gioia di Gesù, come ha fatto Maria con Elisabetta”.

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