Accordo raggiunto tra Kosovo e Serbia sulla “crisi delle targhe”

"La Serbia smetterà di emettere nuove targhe con le denominazioni delle città del Kosovo ed il Kosovo cesserà ulteriori azioni relative alla reimmatricolazione delle auto", ha spiegato il capo della diplomazia europea Josep Borrell

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La mediazione dell’Unione europea consente a Kosovo e Serbia di raggiugere l’intesa sulla cosiddetta “crisi delle targhe” tra i due Paesi, con l’obbligo per i cittadini kosovari di reimmatricolare le auto con targa serba. “La Serbia smetterà di emettere nuove targhe con le denominazioni delle città del Kosovo ed il Kosovo cesserà ulteriori azioni relative alla reimmatricolazione delle auto”, ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri Josep Borrell. “Un passo importante per la pace”, così il titolare della Farnesina Antonio Tajani.

La situazione

La tregua che disinnesca la tempesta. Dopo tre giorni di tensioni, negoziati serrati e attacchi incrociati, l’Ue riesce a mettere d’accordo Serbia e Kosovo intorno ad una proposta che scongiura una nuova escalation nella crisi delle targhe. Un’intesa al fotofinish, siglata nella notte a Bruxelles, al termine di una lunga riunione tra i capi negoziatori di Serbia e Kosovo, Petar Petkovic e Besnik Bislimi, e mediata dal rappresentante speciale dell’Ue per il dialogo Belgrado-Pristina, Miroslav Lajcak. Bruxelles era corsa ai ripari dopo il nulla di fatto con cui si era conclusa la riunione di emergenza di lunedì scorso tra il presidente serbo, Aleksandar Vucic, il premier del Kosovo, Albin Kurti ed il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, in veste di mediatore. L’obiettivo era trovare un accordo prima che scattassero le multe per i cittadini che non sono in regola con l’obbligo di reimmatricolazione per le auto con targa serba, entrato in vigore in Kosovo il primo novembre. Il piano a tappe predisposto da Pristina aveva dato fuoco alle polveri, scatenando la protesta dei kosovari di etnia serba – poliziotti, magistrati, sindaci, funzionari – che hanno deciso di dimettersi in massa dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni del Paese. Da allora è stata una corsa contro il tempo per evitare il peggio. Una corsa che ora conosce una sosta.

L’intesa

“La Serbia smetterà di emettere nuove targhe con le denominazioni delle città del Kosovo ed il Kosovo cesserà ulteriori azioni relative alla reimmatricolazione delle auto”, ha spiegato Borrell. L’intesa ricalca grosso modo quella proposta nella riunione di emergenza di lunedì, ma viene agganciata alla proposta dell’Ue, sostenuta da Francia e Germania, sulla normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi e all’obbligo di attuare gli accordi di dialogo siglati in passato dalle parti.

Tajani: “Un passo importante per la pace”

Soddisfazione è stata espressa dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha ricordato la visita dei giorni scorsi in Serbia e Kosovo, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando che l’intesa “è un passo importante per la pace” e il ruolo dell’Italia nella mediazione tra Serbia e Kosovo per “superare gli ostacoli e favorire il primo accordo”. “L’Italia – ha detto – vuole essere protagonista di pace nei Balcani, perché è una regione europea, perché è una regione dove l’Italia è molto conosciuta, dove c’è la presenza consistente dei militari italiani”. Eppure il cielo non è ancora sgombro di nuvole. La vera partita si aprirà ora con il negoziato sulla proposta dell’Ue sulla normalizzazione dei rapporti. Qui la visione tra Serbia e Kosovo non potrebbe essere più distante. E la premessa, segnata dalle accuse di parzialità mosse da Pristina contro Bruxelles, non sembra essere delle più incoraggianti.

Fonte Ansa