Poche “armi” per contrastare le sette

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

Solo in Italia 18milioni di persone si affidano a maghi, santoni, cartomanti, astrologi. Secondo il Codacons, il giro d'affari è di circa 8miliardi. Il tema è stato affrontato questo pomeriggio a “La Vita in Diretta”, su Rai Uno. Ospite, tra gli altri, don Aldo Buonaiuto, direttore di In Terris e coordinatore nazionale del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Il numero verde

“È un fenomeno – ha spiegato l'esperto sacerdote – che riguarda personaggi che presumono di dominare le forze della natura” ma che in realtà hanno il solo obiettivo di “adescare quanti passano momenti difficili, di forte crisi”, per raggirarli e toglierli denaro. Essi – ha aggiunto – “approfittano di un linguaggio religioso per obiettivi che nulla hanno a che fare con la vita spirituale“. Don Buonaiuto ha portato l'esperienza maturata ogni giorno, insieme ai suoi collaboratori, nel servizio con il numero verde antisette 800228866, istituito da don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Giovanni XXIII, affinché le vittime possano denunciare le loro vicende senza paura. Persone, quelle che si rivolgono a questo numero, “che hanno spesso problemi di salute – ha raccontato don Aldo – e che in passato hanno contattato i santoni perché essi promettono una risoluzione immediata che la scienza, obiettivamente, non può offrire”. Questi “clienti dell'occulto” vengono strappati “dagli affetti più cari”, vengono “destabilizzati”: perciò il tema è quanto mai importante.

Ritorsioni e minacce

Il sacerdote ha rilevato, tuttavia, che “le armi legali” per contrastare questo fenomeno “sono un po' spuntate”. Un avvocato presente in studio ha spiegato che l'art. del codice penale per impedire questo tipo di truffe è quello relativo alla “circonvenzione di incapace”. Sulla scorta della sua esperenza sul campo, don Buonaiuto ha osservato che non è facile dimostrare questa circostanza. Per questo è importante agire anche come società civile. “Sono poche le associazioni che si occupano del fenomeno – ha spiegato -. E noi che lo facciamo riceviamo ritorsioni, minacce, perchè andiamo a toccare questo business spaventoso, andiamo a rompere le uova nel paniere…”. Ma – ha aggiunto don Aldo – “questo non ci spaventa, anzi…”. Il sacerdote ha dunque rivolto “un plauso alla guardia di finanza, alla polizia, a tutte le forze dell'ordine che lo contrastano, ma anche alle trasmissioni tv che ne parlano.

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