Virus, nuovo record in America Latina. Morto in Messico capo narcos

Moisés Escamilla May, leader del clan di narcotrafficanti denominato 'Los Zetas', è morto per coronavirus in una prigione di Jalisco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:14
Messico

Nuovo tetto di contagi in 12 ore in America Latina (381.819) e di morti (21.440). E’ quanto emerge da una statistica elaborata dall’Ansa per 34 territori latinoamericani. I primi dieci paesi da soli concentrano la quasi totalità di contagi e di morti (rispettivamente 372.337 e 21.060). Il Brasile si conferma il più colpito con 11.519 morti. Sono 396 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore, come annunciato dal ministero della Salute. I nuovi contagi sono 5.632, per un totale di 168.331. Segue Perù (68.822 e 1.961) e Messico dove la pandemia è in pieno sviluppo. Nell’ultimo rapporto delle autorità sanitarie diramato dal sottosegretario per la Prevenzione e la promozione della salute, si indica che i casi di contagio dall’inizio della crisi sono 36.327, con un bilancio di 3.573 morti. Con più di 5.000 contagi ci sono poi Ecuador, Cile, Colombia, Repubblica dominicana, Panama e Argentina.

Coronavirus: Messico, morto in prigione capo di ‘Los Zetas’

Moisés Escamilla May, leader del clan di narcotrafficanti denominato ‘Los Zetas’, è morto per problemi respiratori causati dal coronavirus nel centro di reclusione federale di Puente Grande, nello Stato messicano di Jalisco. Il decesso del boss che aveva 45 anni, riferisce la tv Televisa ripresa da Ansa, è avvenuto l’8 maggio nell’infermeria della prigione dove era stato ricoverato una settimana prima, ma è stato reso noto solo ora per motivi di sicurezza. Conosciuto col soprannome di ‘El Gordo May’ (Il grasso May), Escamilla stava scontando l’undicesimo di 37 anni di carcere a cui era stato condannato per avere decapitato 12 persone nella città di Cancún. Al momento del suo arresto nel 2008, insieme a otto dei suoi uomini, “Los Zetas” erano considerato l’organizzazione criminale più terribile della regione di Cancún dove aveva il monopolio della distribuzione della cocaina proveniente dal Centro America.

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