Una nuova guida per la Chiesa di Napoli: Mons. Domenico Battaglia succede al Cardinale Sepe

Don Ciotti: "Battaglia, un sacerdote da sempre impegnato nel sociale e nella solidarietà"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:27
arcivescovo

“Alla Madonna affido in particolare il servizio dei medici e operatori sanitari che con la loro fatica sostengono la sofferenza e la solitudine di tanti colpiti dalla pandemia”. Sono state le parole del nuovo vescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, nel messaggio inviato alla diocesi di Napoli nel giorno della sua nomina come successore del cardinale Crescenzio Sepe.

Papa Francesco ha così scelto monsignor Domenico Battaglia come nuovo capo della chiesa partenopea. Originario di Satriano in provincia di Catanzaro, 57 anni, dal 2016 vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti in Campania. Monsignor Battaglia subentra al cardinale Crescenzio Sepe, 77 anni, che lascia la diocesi dopo averla guidata fin dal 2006. L’annuncio è stato dato poco fa nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Madonna di Guadalupe, in contemporanea dalla Sala Stampa vaticana e dalla Curia napoletana

Un sacerdote impegnato da sempre nel sociale e nella solidarietà

Domenico Battaglia, ‘don Mimmo’, calabrese, 57 anni, nominato oggi alla guida della diocesi di Napoli (prenderà il posto del cardinale Crescenzio Sepe), ha una lunga esperienza nell’ambito sociale e della solidarietà. É considerato un prete di strada con una lunga esperienza tra gli “ultimi”. Vescovo della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti dal 2016, Battaglia, durante la sua attività pastorale nell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, si interessa ai più deboli e agli emarginati tanto da essere chiamato “prete di strada”.

Dal 1992 al 2016, infatti, guida il Centro calabrese di Solidarietà (comunità dedita al trattamento e al recupero delle persone affette da tossicodipendenze). Il Centro ha ospitato non solo migliaia di ragazzi tossicodipendenti ma anche alcolisti e persone con problemi di disagio familiare; don Mimmo ha dato un sostegno concreto ai malati di Aids. In generale ha sostenuto anche le famiglie di persone disagiate che hanno ricevuto un’assistenza importante.

Il 2 ottobre 2016 prende possesso della diocesi nella cattedrale di Cerreto Sannita, dopo aver visitato l’istituto penale per i minori di Airola (Benevento). Un gesto chiaro, un bigliettino da visita per la comunità dei suoi fedeli. L’inizio di una serie di attività rivolte sin dall’inizio del suo nuovo mandato ai meno fortunati, ai poveri, tanto da costituire in brevissimo tempo anche “iCare”, una cooperativa sociale di comunità volta “a prendersi cura di tutte le fragilità esistenti sul territorio”.

Don Ciotti: “Domenico Battaglia è un autentico pastore”

“Domenico Battaglia è un autentico pastore. Una guida spirituale capace di immergersi nella storia delle persone, a cominciare dalle più fragili, povere, dimenticate. Un pastore anche per molti giovani, di cui sa intercettare bisogni, aspirazioni, inquietudini. Un punto di riferimento. E insieme un testimone concreto e coerente del Vangelo: poche parole e tanti fatti, quei fatti incarnati nella Parola di Dio”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, sulla nomina di Domenico Battaglia come nuovo arcivescovo di Napoli.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.