Minnie Driver lascia il ruolo di ambasciatrice

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:12

Dimissioni illustri in Oxfam dopo l'esplosione dello scandalo a luci rosse. L'attrice britannica Minnie Driver ha lasciato l'incarico di ambasciatrice nel mondo della ong. 

La decisione

“Tutto quello che posso dire di queste orribili rivelazioni su Oxfam è che sono devastata – ha spiegato l'attrice -. Sono devastata per il fatto che queste donne hanno subito abusi da persone che erano state mandate per aiutarle, devastate dalla risposta di un'organizzazione per la quale io ho lavorato per raccogliere sostegno da quando avevo 9 anni“. Un portavoce della Ong britannica in una nota citata dal Telegraph ha detto che la decisione “ci rattrista profondamente, ma allo stesso tempo capiamo e rispettiamo la sua scelta”.

Lo scandalo

Lo scandalo fa tremare l'organizzazione umanitaria: dopo le rivelazioni su operatori coinvolti in orge ad Haiti e abusi in Ciad, sono venuti alla luce altri casi in Sud Sudan ed altri episodi sono stati denunciati anche nella rete di negozi gestita dall'Ong in Gran Bretagna. Le prime teste sono già cadute, a partire dalle dimissioni della vice direttrice esecutiva, Penny Lawrence, mentre ombre si allungano sul numero uno Mark Goldring, che sarebbe venuto a conoscenza delle accuse e le avrebbe ignorate. Davanti al rischio di perdere i fondi, l'Oxfam continua a difendersi, negando di aver cercato di coprire le denunce, ma ha ammesso che avrebbe potuto essere più trasparente. Ieri, fra l'altro, l'organizzazione è stata scossa anche dalla notizia dell'arresto per curruzione in Guatemala del presidente di Oxfam International, Juan Alberto Fuentes

Msf

Anche Medici senza frontiere (Msf) ha ammesso ammesso che all'interno dell'organizzazione umanitaria sono stati registrati 24 casi di molestie o abusi sessuali nel 2017. Come ha spiegato la stessa ong in una nota, la direzione di Msf ha ricevuto 146 denunce l'anno scorso. Di queste, 24 casi sono stati identificati come molestie o abusi sessuali e 19 operatori sono stati di conseguenza licenziati. L'Ong ha 40mila operatori in tutto il mondo.

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