Erdogan: “Omicidio selvaggio, Riad faccia chiarezza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

L'omicidio di Jamal Kashoggi era stato pianificato da tempo, da quando il 28 settembre scorso si era recato al consolato saudita di Istanbul. Lo ha detto Recep Tayyip Erdogan, riferendo sul caso davanti al gruppo parlamentare del suo partito, l'Akp. Il giornalista è tornato in consolato il 2 ottobre, giorno della scomparsa, e prima della sua visita “sono stati tolti gli hard disk dalle telecamere di sorveglianza“, ha aggiunto il presidente turco. 

Omicidio selvaggio

Tutte le prove raccolte fino ad ora, ha continuato Erdogan, “vanno nella direzione di quello che è stato un omicidio eseguito in maniera selvaggia e non per caso. Dopo 17 giorni dalla sparizione del giornalista è giunta l'ammissione della morte da parte di Riad. Subito dopo sono state arrestate in Arabia Saudita 18 persone, 15 delle quali erano quelle giunte in Turchia e da noi individuate. Le convenzioni internazionali non possono essere utilizzate per nascondere un omicidio tanto barbaro”. 

Il commando

Per uccidere Khashoggi un commando è “giunto apposta dall'Arabia Saudita. Era composto da 15 persone che tra le 9.50 e le 11 si sono recate presso il consolato”. Della squadra, ha spiegato Erdogan, facevano parte “uomini dei servizi segreti ed esperti di medicina legale“. Fra questi c'era anche un uomo che “doveva somigliare al giornalista. Tutti sono tornati, con diversi aerei in patria dopo la scomparsa di Khashoggi”. Erdogan ha affermato di non avere “alcuna intenzione di rimanere in silenzio dinanzi a un fatto di questa gravità. E' un nostro diritto indagare e aprire un'indagine per capire cosa è accaduto”. Così “abbiamo ispezionato il consolato dopo aver ottenuto l'approvazione del re saudita. Durante l'ispezione, il console saudita è stato sollevato dall'incarico e in seguito è giunta la conferma ufficiale da parte di Riad che il giornalista era morto“. 

“Fare chiarezza”

Ora Erdogan pretende di sapere “chi ha dato ordini ai 15 giunti in Turchia, perché si sono radunati ad Istanbul nel giorno dell'omicidio, chi li ha mandati qui”.  “Perché – si è chiesto – ancora non si trova il corpo della persona che hanno ammesso di aver ucciso?. Pretendiamo di sapere da Riad l'identità dei loro collaboratori locali perché tutti i responsabili di questo omicidio dovranno essere puniti“. Il presidente turco ha ricordato che “si tratta di leggi internazionali e di regole dell'Islam che confidiamo persuadano i sauditi ad ammettere la verità”. Il presidente turco non mette in dubbio “la sincerità di re Salman, ma se dovesse esserci la conferma che ci troviamo dinanzi a un omicidio politico allora anche in patria dovrà essere svolta un'indagine con un processo imparziale, e anche gli altri Paesi dovranno aprire delle indagini per trovare i complici. Abbiamo proposto di processare i 18 arrestati a Istanbul ma questa non è una nostra decisione“. 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.