Caos a Israele, il 2 marzo si torna alle urne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:59

Nuova fumata nera in Israele dove, dopo mesi di stallo politico, durante il quale né il premier Benjamin Netanyahu, né il suo aspirante successore, Benny Gantz, sono riusciti a trovare un accordo per formare un governo di coalizione. 

Si scioglie la Knesset

Mercoledì a mezzanotte, infatti, è scaduto il termine di 21 giorni previsto dalla legge israeliana perché la Knesset formasse un nuovo governo. Il Parlamento si è dunque sciolto e ha votato una legge per organizzare nuove elezioni che si terranno il prossimo 2 marzo. Saranno le terze elezioni per il Paese, dopo quelle di aprile e settembre 2019 che, di fatto, si sono rivelate inutili in quanto non hanno dato a nessun partito o coalizione una chiara maggioranza.

Per capire meglio

A causa di contrasti nella maggioranza, si era deciso di anticipare le elezioni di novembre ad aprile ed erano finite con Likud, del primo ministro Netanyahu, e Blu e Bianco, guidato dal centrista Gantz, appaiati con 35 seggi a testa. Alle elezioni di settembre si era arrivati dopo che nessuno era riuscito a trovare alleati per formare una maggioranza di governo ed erano finite con 33 seggi per Blu e Bianco e 32 per Likud. Per formare una maggioranza parlamentare sarebbero serviti 61 voti su 120 della Knesset. 

I sondaggi

Se i seggi elettorali aprissero oggi, Blu e Bianco guadagnerebbe 37 seggi, contro i 31 di Likud. E' quanto rivela un sondaggio del quotidiano Israel Ha-Yom, tradizionalmente vicino al premier. La coalizione di centro sinistra guidata da Gantz, però, riuscirebbe a guadagnare la maggioranza necessaria dei 61 seggi su 120 alla Knesset solo alleandosi con la Lista Araba Unita, forte di 14 seggi rispetto ai 13 dell'ultima votazione. Il sondaggio rivela anche che un eventuale cambio nella premiership del Likud tra Netanyahu e Gideon Saar – suo principale avversario – non danneggerebbe la coalizione di destra, ma al contrario la favorirebbe. Secondo i dati, infatti, con Saar alla testa del partito, la destra raggiungerebbe i 56 seggi complessivi, con Netanyahu si fermerebbe a 51. 

 

 

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