Afghanistan, i talebani condannano l’uso della Moab: “Stati Uniti criminali internazionali”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Arriva la condanna dei talebani per l’utilizzo della super bomba Moab (Massive Ordnance Air Blast Bomb) contro una base dell’Isis nella provincia orientale di Nangarhar. In un comunicato firmato da Zabihullah Mujahid, portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, si parla di “attacco perpetrato da criminali internazionali” verso il quale si esprime una “forte condanna”. “In ogni angolo del nostro Paese – prosegue la nota – l’uso di simili armi non è giustificato“.

L’uso della Moab è invece difeso dal governo orientale di Nangarhar. Il raid, secondo l’esecutivo regionale, “era necessario perché in passato le forze militari afghane e americane avevano colpito più volte la base dell’Isis nel distretto di Achin, senza però alcun risultato“. In un comunicato si precisa che “in almeno tre operazioni nella zona contro il Daesh le forze afghane non sono riuscite ad annientare quelle basi”. Il governo provinciale ha poi aggiunto che “la leadership del Califfato, insieme anche a militanti stranieri, viveva in quei tunnel sotterranei in cui venivano uccisi civili presi in ostaggio“.

Pieno appoggio anche da Kabul. “E’ stato – si legge in un tweet del palazzo presidenziale – un atto in sostegno dell’impegno delle forze nazionali afghane e delle forze americane che stanno conducendo operazioni nella regione“.

Il primo bilancio, fornito dalle autorità afghane, parla di almeno 36 militanti dell’Isis uccisi dall’immensa deflagrazione. Il portavoce dell’esercito, Jawed Saleem all’emittente “Tolo news” ha confermato che nessun civile è rimasto vittima dell’attacco. L’ultima famiglia residente nella zona era stata infatti evacuata dalle forze della sicurezza prima del bombardamento. Saleem ha quindi precisato che la bomba è stata sganciata sul villaggio di Mohmand Dara nel distretto di Chin, in una zona compresa tra due montagne dove l’Isis aveva scavato tunnel e creato nascondigli. Al momento del raid, nella zona colpita erano presenti tra i 40 e i 70 jihadisti dell’Is.

Il Chief Executive Officer del governo afghano, Abdullah Abdullah, ha aggiunto in un post su Twitter che “molte famiglie avevano già abbandonato la zona da tempo a causa delle brutalità compiute dal Daesh. Il governo ha inoltre posto una grande attenzione per evitare di colpire i civili”.

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