Covid Italia: meno di un caso ogni 100 tamponi, è il dato più basso

Otto regioni non hanno fatto registrare vittime per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:25
Mancano ancora quasi due settimane al 3 giugno, giorno in cui si potrà riprendere a circolare liberamente in tutta Italia se la curva dei contagi continuerà la sua discesa, e le Regioni in ordine sparso e con modalità diverse hanno già aperto i ‘confini’, consentendo gli spostamenti tra comuni e province limitrofe. Una fuga in avanti rispetto alle scelte fatte dal governo con l’ultimo decreto tanto che il ministro della Salute Roberto Speranza – uno dei più rigoristi nell’esecutivo – ha scritto al presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: il divieto resta e i governatori, assumendosene la responsabilità, possono agire in deroga solo per spostamenti di “assoluta necessità”. E quanto al 3 giugno, ha ribadito il ministro delle Autonomie Francesco Boccia, riaprirà solo chi ha i numeri in regola: “se una regione è a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento. E se è ad alto rischio, di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni. Ma speriamo non sia così”.

I contagi sono in discesa

Intanto non allarma il trend del numero dei positivi con 665 nuovi contagi su 67.195 test effettuati nelle ultime 24 ore si tratta dello 0,98%. Meno di un infettato dal coronavirus ogni 100 tamponi, insomma. Se si escludono i casi di tamponi ripetuti, oltre il 40% del totale, e si valutano solo i nuovi casi testati, la percentuale sale all’1,7%, comunque su livelli minimi (il 26 aprile era al 9,6%). Otto regioni non hanno fatto registrare vittime per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in base ai dati della Protezione civile. Si tratta di Trentino Alto Adige, Sicilia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata e Molise.

I tamponi effettuati in Italia

In Italia il numero di persone sottoposte ad almeno un tampone per il Covid-19 ha superato i due milioni, in base ai dati della Protezione civile. Sono esattamente 2.038.216, a fronte di oltre 3 milioni e centomila test effettuati, almeno un terzo dei quali sono quindi tamponi ripetuti sulla stessa persona.

I dati della Lombardia, Veneto ed Emilia

I contagiati totali per il coronavirus in Italia sono 227.364 e di questi 85.775 in Lombardia. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l’incremento nazionale era stato di 813. Il dato è stato reso noto dalla protezione civile. Quattro regioni e una provincia autonoma non fanno registrare nuovi casi: Umbria, Valle d’Aosta, Molise, Basilicata e Provincia autonoma di Bolzano. Il Veneto ha raggiunto oggi lo zero contagi, in netto anticipo rispetto alle previsioni. Lo annuncia il professor Andrea Crisanti, sottolineando che “questo è il risultato di un lavoro che ha visto in prima linea la Regione, l’Università di Padova e l’Azienda Ospedale di Padova”. Dall’inizio dell’epidemia in Emilia-Romagna si sono registrati 27.364 casi di positività, 50 in più rispetto a ieri, a fronte di 6.162 tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 274.362. Sono 11 invece i nuovi decessi, che portano il totale a 4.008. Le nuove guarigioni oggi sono 271 (18.258 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 5.098. Le persone in isolamento a casa sono complessivamente 4.376, 185 in meno. I pazienti in terapia intensiva sono 96. Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Piacenza, 2 in quella di Parma, 1 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Modena, 2 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese), 2 in quella di Rimini. Nessun decesso tra i residenti nella provincia di Ravenna e da fuori Regione.

A Napoli lavoratori turismo in piazza

Hanno indosso magliette bianche con la scritta “Noi siamo il turismo” e protestano in Piazza del Plebiscito a Napoli per un settore che, denunciano, “è stato abbandonato” dalle misure per l’emergenza covid19 “in Campania – spiegano – ci sono 1000 agenzie viaggio, 30 tour operator, centinaia di strutture ricettive, tutti con l’acqua alla gola”. “Per la prima volta – spiega Francesco Riccio, che ha un’agenzia di viaggi a Casavatore, nel napoletano – abbiamo unito tutta la filiera del turismo con le agenzie viaggio, i tour operator, le aziende dei bus turistici, gli Ncc, gli alberghi, i b&b, le ville, guide turistiche. Tutta la filiera è qui per dire che noi costituiamo un settore che vale secondo le statistiche il 13% del pil, ma valiamo anche il 18% con l’indotto. Meritiamo rispetto e di essere presi in considerazione, chiediamo che il Governo e le istituzioni locali che ci ascoltino”. Sono centinaia in Piazza a manifestare, distanti un paio dimetri l’uno dall’altra ma occupano tutto l’emiciclo di fronte alla Prefettura e a Palazzo Reale. “Nel decreto – prosegue Russio – il governo prevede per noi agenzie di viaggio un risarcimento sul fatturato di marzo e aprile, ma il nostro lavoro è in prospettiva, il fatturato di marzo o aprile matura ad agosto, perché il nostro lavoro non è costituito dalla vendita al momento di un bene. Sono state prese in considerazione tante categorie ma noi no, perché il ministro del turismo è un incompetente, non capisce niente di questo settore, ha una visione e un know how che non gli permette di conoscere questo settore e neanche nelle task force ci sono esperti di turismo”.

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