Coronavirus, allarme Oms: “Il livello di contagi in Europa è allarmante”

In vigore blocchi locali nel nord dell'Inghilterra. Il ministro: "nelle ultime settimane si è verificata una "accelerazione" nei casi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:38

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lancia l’allarme sui contagi di coronavirus in Europa. La situazione della pandemia nel vecchio Continente, dice l’Oms, “è molto grave, i casi settimanali hanno superato quelli segnalati quando il contagio ha raggiunto per la prima volta il picco a marzo”.

Lo scorso 14 settembre il direttore per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Hans Kluge aveva parlato dell’aumento della mortalità. “In ottobre e novembre vedremo una maggiore mortalità“, aveva sottolineato Kluge.

Oms Europa

Anche questo nuovo allarme arriva dal direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge. “La scorsa settimana – dice Kluge – il conteggio settimanale ha superato i 300 mila contagi. E più della metà dei Paesi europei ha segnalato un aumento dei casi superiore al 10% nelle ultime 2 settimane”. E mentre i governi cercano di barcamenarsi tra la necessità di contenere i nuovi contagi e l’esigenza di non imporre restrizioni eccessive, il livello di trasmissione è “preoccupante” e i numeri di casi registrati nelle ultime settimane devono servire da “sveglia” in Europa, che conta già 226 mila vittime.

Kluge paventa poi l’ipotesi di nuovo ilockdown. “In primavera e all’inizio dell’estate abbiamo potuto vedere l’impatto delle rigide misure adottate. I nostri sforzi, i nostri sacrifici, sono stati ripagati”. I numeri della diffusione di Sars-CoV-2 “a settembre, però, dovrebbero servire da campanello d’allarme per tutti noi”.

Gran Bretagna

Il ministro della salute britannico Matt Hancock è sulla stessa linea dell’Oms avvertendo che il Regno Unito si trova in una “situazione molto grave”. E che un altro lockdown nazionale in Inghilterra è “l’ultima linea di difesa” da adottare, se necessario.

Lo ha detto Intervenendo ad una programma della Bbc. Nel giorno in cui sono entrati in vigore dei blocchi locali nel nord dell’Inghilterra, il ministro ha rilevato che nelle ultime settimane si è verificata una “accelerazione” nei casi. “E fondamentale che le persone seguano le regole”, così “possiamo evitare di dover prendere altre serie misure”. Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono “mantenere le persone al sicuro”.

Il lockdown in Gran Bretagna è entrato in vigore ieri nel nord-est del Paese, a Birmingham, Bolton e Leicester. Due milioni di persone tornano così in lockdown. La decisione il ministro della Sanità è stata maturata a causa dell’aumento dei contagi, con tassi di infezione locali compresi tra 70 e 103 casi diagnosticati per ogni 100 mila abitanti, nettamente superiore alla media nazionale.

Dalla mezzanotte di ieri sono previste così limitazioni più severe sui contatti sociali e sugli orari di apertura di pub e locali pubblici. Questo provvedimento si aggiunge a quello di qualche giorno fa della regola del sei.

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