Una campagna contro la discriminazione di Stato sull'aborto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:01

In Canada monta la polemica, dopo che il Governo del liberale Justin Trudeau ha deciso di non fornire sussidi statali che consentono di assumere studenti-lavoratori durante il periodo estivo alle aziende che non firmano un attestato in cui si dichiarano favorevoli alla pratica dell'aborto e ai diritti dei transessuali.

Un deputato dell'Ontario, Harold Albrecht, ha lanciato una petizione di dissenso, in cui si chiede al Governo di abbandonare questa scelta. La petizione chiede nello specifico di “rimuovere questo requisito discriminatorio e consentire ai canadesi di continuare ad esercitare la loro libertà di religione e libertà di espressione senza affrontare discriminazioni istituzionalizzate da parte del Governo”.

Secondo Albrecht “non si tratta di considerare le attività o i servizi per cui è impegnata un'organizzazione, bensì di prendere di mira le convizioni personali degli individui che le gestiscono con la minaccia di tagliare i finanziamenti se non si allineano con i valori propri di Justin Trudeau“. Il primo ministro viene quindi invitato a “smettere deliberatamente di dividere i canadesi”.

Il punto è che la decisione potrebbe creare un precedente. “Quello che non sappiamo – ha aggiunto il promotore della campagna – è che altri servizi governativi potrebbero essere sottoposti agli stessi standard”. Si parla infatti di una riproposizione dello stesso modulo anche nei confronti di chi vuole ricevere finanziamenti dalla Canadian Service Corpo, iniziativa di volontariato giovanile.

Il primo ministro Trudeau e il ministro per l'Occupazione Patty Hajdu rimangono fermamente convinti che l'attestato non è discriminatorio verso i gruppi confessionali, anche se 87 leader religiosi hanno inviato loro una lettera con l'invito ad abbandonare questa iniziativa. Secondo i firmatari, il Governo ha lanciato una proposta “ideologica” che calpesta la coscienza e viola i diritti sanciti dalla Carta costituzionale.

Dissenso espresso anche da Andrew Scheer, leader dei conservatori in Parlamento, che in un video accusa Trudeau di non difendere i diritti dei cittadini sanciti dalla Carta “se essi non concordano con lui”. Questo atteggiamento “non ha posto nella nostra società tollerante e diversificata”.

Il Governo – prosegue Scheer – “non ha il diritto di obbligare le persone a firmare un modulo che viola le loro coscienze o convinzioni al fine di ricevere finanziamenti”, ha detto. E' un atteggiamento che minaccia “i nostri diritti umani fondamentali”. Pertanto – ha promesso – i conservatori “combatteranno per i valori liberali”.

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