Successo per il primo Festival per la Vita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19

Toni Brandi esprime la sua massima soddisfazione per il primo Festival per la Vita organizzato da ProVita Onlus presso la prestigiosa Gran Guardia di Verona, con il Comitato Difendiamo i Nostri Figli, il Movimento Europeo Difesa della Vita, e il Centro Culturale Nicolò Stenone.

La prima parte del convegno ha visto, moderate da Riccardo Cascioli, le testimonianze di medici come Antonio Oriente, convertito alla buona battaglia dopo un passato di ginecologo abortista; Xavier Dor, Presidente dell’associazione SOS Tout Petits, che ha subito – in Francia – 11 processi, condanne e conseguenti arresti – come un criminale – per non parlare delle calunnie sistematiche, in nome della laicité, per l’attività di apostolato, volantinaggio, informazione e preghiera nelle cliniche per l’aborto. Dall’Austria, è intervenuto Bernard Gappmaier, Presidente della Federazione Europea dei Medici per la tutela della Vita: anche lui ha subito la persecuzione professionale, fino ad essere costretto a una perizia psichiatrica, perché contrario all'aborto (alla fine è stato licenziato).

Infine ha preso la parola Giuseppe Noia, del Policlinico Gemelli di Roma, fondatore de Il Cuore in una Goccia Onlus, associazione dedicata – in sinergia con l'Hospice perinatale del policlinico – alla prevenzione, la cura e l'accompagnamento dei bambini che soffrono di qualche patologia già nel grembo materno. Ha ringraziato pubblicamente ProVita per il sostegno offerto alle attività in favore dei bambini prima e in occasione della nascita: “l’Hospice Perinatale non è un luogo ma è un modo di curare il feto e il neonato. Anche nelle condizioni patologiche più estreme si può dare speranza di prevenzione, cura e sollievo del dolore accompagnando non solo il bambino con la necessaria competenza scientifica e clinica, ma anche le famiglie”, ha concluso Noia.

Brandi sottolinea però che le protagoniste della serata sono state tre donne: ha anticipato il suo intervento che era previsto per domani l’assessore Elena Donazzan, promotrice di una legge per il seppellimento dei bambini abortiti, approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Regionale del Veneto. Poi Diana ha dato la sua testimonianza di donna ingannata dalla cultura della morte: ha abortito il terzo figlio nel ’95 e – nonostante abbia intrapreso dopo 10 anni un percorso di guarigione – ancora soffre per la sindrome post abortiva. “Le donne non vengono sufficientemente informate delle conseguenze che possono derivare dall’aborto volontario”, ricorda Brandi. E anche Cascioli invita tutti a sottoscrivere la petizione di ProVita per la salute delle donne.

Dagli Stati Uniti è arrivata Gianna Jessen, sopravvissuta all’aborto salino effettuato al settimo mese. Gianna comincia, con il suo intervento al Festival per la Vita, il suo quinto tour di conferenze con ProVita in Italia. Il folto pubblico ha seguito con interesse i relatori, mostrando apprezzamento e sentita compartecipazione.

Il secondo giorno – come si legge sul sito di ProVita – è intervenuto il sindaco di Verona, l'avv. Federico Sboarina, il quale ha dichiarato pubblicamente il suo impegno in difesa della Vita e avviato politiche comunali  e fiscali a sostegno della della famiglia. La politica non è solo amministrazione, è anche etica. Anzi , l’etica è alla base di una buona amministrazione. Presenti anche l'on. Lorenzo Fontana, europarlamentare, che ha sottolineato come ormai in politica si parla solo di amministrazione non più di vera politica, quella che è fatta di scelte etiche. Si vuole costruire un uomo artificiale, single, solo, consumatore, e schiavo: senza vincoli sociali né corpi intermedi: questo è l’uomo che si deve adeguare agli schemi dell’ ultracapitalismo globalista. Questo è l’uomo figlio dell’ individualismo (ben diverso da personlismo, che guarda alla persona coma soggetto di relazione – sottolinea Scandroglio). Si capisce quindi l’mportanza del matrimonio e dei figli, e perché la famiglia deve esseree rimessa al centro.

Interventi anche dell'imprenditore Roberto Brazzale, a capo della Brazzale spa, promotore di un baby bonus di 1500 euro per ogni dipendente che avesse un figlio; Inga Yumasheva, deputato, coordinatrice del gruppo parlamentare per le relazioni con il Congresso americano e responsabile per la Vita, la famiglia e i bambini presso la Duma di Mosca; il consigliere comunale di Verona Alberto Zelger, il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti; il dott. Alessandro Cecchi, ginecologo, primario del centro diagnosi prenatale di Loreto che da oltre venticinque anni si occupa della diagnosi di malattie fetali; il prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’istituto ospedaliero Poliambulanza di Brescia. e presidente del “Comitato Difendiamo i Nostri Figli”.

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