A trent’anni dalle stragi di mafia, Pecoraro (Le Iene): “Dedalo di indizi, teorie, ipotesi e vicoli ciechi per stanare l’ultimo padrino”

Parla a Interris.it il giornalista d'inchiesta autore del libro "Il male non è qui. Matteo Messina Denaro"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Gaetano Pecoraro libro

Trent’anni fa le stragi di mafia. Gaetano Pecoraro, giornalista d’inchiesta de Le Iene (da 25 anni trasmissione cult di Italia 1) ha pubblicato “Il male non è qui. Matteo Messina Denaro” (Sperlig & Kupfer). “E’ un romanzo per gli appassionati del giallo, del thriller- spiega Pecoraro a Interris.it-. Con in più il fatto che il protagonista è il ricercato numero uno appartenente alla mafia, al vertice di Cosa nostra. Matteo Messina Denaro. Ciò significa che è sì un romanzo ma tutto è ispirato a fatti realmente accaduti. E quindi dietro c’è un lavoro di ricerca sulle carte giudiziarie. Ma soprattutto questo libro è frutto di due anni di conversazioni. Con il magistrato che per più di quindici anni ha dato la caccia al principale latitante d’Italia“.

mafia
Il super latitante Matteo Messina Denaro

Trame di mafia

Prosegue Gaetano Pecoraro: “E’ stato un lavoro complesso ma anche divertente. E’ un libro da leggere anche sotto l’ombrellone perché è pieno di suspense. Sono tre i fili che muovono la trama del romanzo. Il primo filo si può sintetizzare sotto l’etichetta di intrigo di palazzo. Dove il palazzo è quello di Giustizia di Palermo negli anni caldi. A cavallo tra i decenni Ottanta e Novanta. Quando magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino conducono la più grande guerra mai intrapresa contro Cosa nostra. Grazie al protagonista del romanzo, il magistrato Mimmo Bosso riusciamo ad entrare nel Palazzo di Giustizia di quegli anni”. Cosa ha a che fare Matteo Messina Denaro con l’intrigo di palazzo? “Ha a che fare perché questo giovane  magistrato si trova ad intraprendere la sua prima indagine su un politico sospettato di essere mafioso. E da  questa inchiesta  alla fine si arriverà a una piccola traccia che porta a Matteo Messina Denaro.mafia

Violenza di mafia

Aggiunge Gaetano Pecoraro: “Il secondo filo che muove la trama è l’amore. Matteo Messina Denaro, infatti, aveva un tallone d’Achille che erano le donne. E questo lo differenzia da tutti gli altri boss che lo precedono come Totò Riina e Bernardo Provenzano. Le donne sono protagoniste del libro non per dare colore a un personaggio così misterioso. Ma sono la vera pista che ha consentito a investigatori e magistrati di arrivare a una passo dalla sua cattura” Il terzo filo che muove la trama è la violenza, la disumanità. “Parlare di Matteo Messina Denaro significa imbattersi in livelli di violenza e disumanità mai visti”. E, sottolinea l’inviato de Le Iene, “per raccontare soltanto un episodio: a 22 anni Matteo Messina Denaro beveva un cocktail con i suoi scagnozzi e amici in un bar. Il discorso passò in un attimo dai commenti su una bella ragazza che passava per strada al piano per lanciare una bomba sulla Torre di Pisa. O al progetto di disseminare le spiagge romagnole di siringhe contaminate di Aids. Questo è Matteo Messina Denaro. Ed è tutto vero“.mafia

Il Grosso Caso

Quando Mimmo Bosso torna sull’Isola, dopo anni di studi trascorsi al Nord, è ancora un magistrato alle prime armi. È volenteroso e preparato, ma non c’è nessuna missione da crociato ad attenderlo, nessun ideale cui dare sfogo. Eppure, in Procura il clima è incandescente e sulle scrivanie degli inquirenti si accumulano le carte del Grosso Caso. Dalle quali emergono i nomi di spicco della criminalità organizzata. Le indagini non hanno risparmiato nessuno, ci sono intrighi di Palazzo, interessi generali e particolari. Narratore e narrazione si intrecciano. Gaetano Pecoraro è nato a Palermo nel 1984. Si è laureato in Storia Contemporanea nel 2007. Durante gli studi, a 20 anni, inizia a consumare le suole delle scarpe per le strade di Partinico e Corleone con Pino Maniaci. Nella piccola emittente televisiva antimafia “Telejato”.mafia

Passione

si occupa di criminalità organizzata e scopre il suo amore per il giornalismo. “A 23 anni vengo selezionato dalla Iulm di Milano- racconta Pecoraro-. Dopo due anni di scuola di giornalismo comincio a lavorare al ‘Fatto Quotidiano’ dove mi occupo di cronaca giudiziaria e politica. Nel 2010 dopo una breve esperienza a Exit (La7), passo all’inchiesta televisiva, la mia vera passione. Divento un inviato del programma ‘Gli intoccabili‘. Nel 2011 passo a ‘Piazzapulita’. Con Corrado Formigli e Alessandro Sortino. Faccio inchieste su politica, sprechi, criminalità organizzata, ambiente e immigrazione“. Nel 2012 vince il premio Mario Francese, sezione Giovani. Nel 2016 il premio Franco Giustolisi con un’inchiesta sulle vittime dell’uranio impoverito. Nel 2017 il premio internazionale L’anello debole Comunità di Capo d’Arco.

Per la legalità

Realtà e ricostruzione romanzata: due affluenti che alimentano lo stesso fiume in piena. Gente con le armi e gente rispettabile. Uomini d’onore e millantatori. Mimmo Bosso impiega poco a capire che il suo non sarà un lavoro facile. Ma non immagina che anche lui si troverà presto a fare i conti con il gotha della mafia siciliana. Soprattutto. Non sa che un’indagine all’apparenza secondaria lo porterà sulle tracce di colui che passerà alla storia come il più pericoloso latitante italiano. Appunto Matteo Messina Denaro. MMD. Da quel momento, l’obiettivo destinato a stravolgere la sua esistenza sarà trovarlo, inseguirlo, braccarlo. Mentre il Paese intero è scosso dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio e il terrore viene seminato nel resto della penisola. Con gli attentati a Milano, a Roma e a Firenze. Come porre fine a tutto questo? Come stanare un uomo che da anni assomiglia a un fantasma e sembra essere sparito nel nulla?

Il più ricercato

Nessuna pista pare attendibile. E le tracce di MMD si sono perse in un dedalo di indizi, teorie, ipotesi e vicoli ciechi. Ma le risposte alle domande di Bosso potrebbero giungere da due donne. E da un delitto passionale dimenticato da tutti. Forse bisogna seguire questi indizi nascosti per arrivare a mettere le mani sul ricercato numero uno d’Italia. Intrecciando con abilità e rigore la cronaca di fatti realmente accaduti alla fiction, e rileggendo la realtà attraverso il filtro della finzione romanzesca, Gaetano Pecoraro ripercorre alcune delle vicende più buie degli ultimi decenni. E ci consegna una storia ricca di colpi di scena. Intrisa ancora di misteri, zone d’ombra e lacune. Inseguendo l’uomo più ricercato d’Italia.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.