Essere sposi e genitori, nonostante gender e nichilismo

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Il libro “I Signori dell’Anello. Guida alla vita familiare in piccole note” (D’Ettoris Editori, Crotone 2017, pp. 96, € 9,90) raccoglie 107 brevi e fulminanti “note” per una sana e politicamente scorretta vita familiare scritte dallo psicologo e psicoterapeuta romano Silvio Rossi. Frutto della sua venticinquennale esperienza professionale nonché, di quella altrettanto lunga di marito e di padre di famiglia (è sposato con Daniela, ed ha due figlie), sono state anticipate sul suo blog www.psicologialibera.it. Escono ora nella collana diretta da Roberto Marchesini “Orientamenti di senso”, arricchite da una Presentazione dell’Autore e da due appendici, una dedicata ai social network (cfr. “WhatsApp, Facebook e altre galere”, pp. 87-88) e l’altra alle punizioni in famiglia (cfr. “Le punizioni, le proibizioni, i no”, pp. 89-90) che, spiega Rossi, “non sono da demonizzare, bisogna capirle per usarle bene” (p. 89).

Il lavoro, aperto da un Invito alla lettura firmato dallo stesso Marchesini (pp. 9-10), è diviso in due parti, una dedicata alla coppia e una alla famiglia. Nel complesso distilla alcune preziose verità sulla natura e sulle funzioni di questa cellula fondamentale della società che abbiamo in gran parte dimenticato quali ad esempio: 1) la famiglia agevola la libertà; 2) la famiglia sa essere una comunità indissolubile; 3) i figli non appartengono ai genitori; 4) gli sposi devono essere coppia sempre; 5) l'educazione è l‘esercizio quotidiano del distinguere. In fondo tutt’e cinque queste sacrosante verità sulla famiglia confermano e incoraggiano i genitori ad andare ogni giorno controcorrente e ad insegnare ai propri figli a fare altrettanto, mettendo in pratica quanto insegnava Gilbert Keith Chesterton (1874-1936): “Una cosa morta va con la corrente, solo una cosa viva può andare controcorrente”. Oltretutto forte della sua esperienza clinica Rossi assicura che “non c’è salute psicologica senza famiglia, non c’è equilibrio affettivo senza famiglia, non c’è una personalità matura e affidabile senza famiglia”. Per questo il futuro, senza dubbio, non può che appartenere alla famiglia… Eppure le società occidentali hanno da tempo intrapreso una “guerra autolesionista e autodistruttiva” contro la famiglia naturale, “sfornando una serie di misure, leggi e propagande antifamiliari”. I danni che tutto questo ha comportato sono incalcolabili e sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono però ancora ampie aree sociali, assicura l’autore, “non compromesse”, giovani che sognano di costruire la famiglia, genitori che non si adattano all’idea di essere considerati “strani” solo perché dicono qualche no ai figli e, soprattutto, “educatori che non si arrendono” (p. 11). Per loro c’è anche questo piccolo strumento di lavoro, con il valore aggiunto di essere scritto da uno psicologo che, nella sua attività professionale, ha sempre cercato di perseguire assieme al servizio alla persona e alla vita, anche il suo contributo culturale e umano contro la cultura della morte e l'ideologia del nulla. Non a caso il suo libro preferito è “Il Signore degli Anelli”.

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