Di Maio: “Legge sul caporalato va rivista”

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Dopo la tragedia di San Ferdinando oggi ho incontrato i rappresentanti dell'Unione Sindacale di Base. Il caporalato riguarda sia cittadini italiani che stranieri e nasconde sacche di sfruttamento anche ad opera di alcune agenzie interinali su cui non si può tacere”. Lo scrive su Facebook il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, annunciando un tavolo interministeriale sul tema. “La legge del 2016 – rimarca il vicepremier – sicuramente è applicata male ed è quindi necessario avviare un tavolo di monitoraggio tra i ministeri del Lavoro, il ministero del Sud, il ministero delle Infrastrutture e il ministero dell'Agricoltura perché le leggi vigenti in materia possano funzionare”.

Proprio martedì scorso si chiedeva al governo di non toccare la legge 199/2016 in una lettera firmata, tra gli altri, da Fabio Ciconte, direttore Terra! Onlus e della campagna #FilieraSporca; Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil; Stefano Mantegazza, segretario generale Uila Uil; Luigi Ciotti, presidente di Libera. La legge 199/2016 contro lo sfruttamento del lavoro e il caporalato – si legge nella missiva – è “un atto di civiltà”, “rappresenta una prima risposta alle troppe morti nei campi italiani”, per questo “non va indebolita in alcun modo, bensì implementata”. Le “vittime di questa schiavitù moderna”, secondo i firmatari, “chiedono rispetto e azioni concrete”. Per questo, la richiesta avanzata ai parlamentari è quella di impegnarsi affinché la legge 199 “non venga indebolita in alcun modo, bensì implementata con altre norme che, estendendo le responsabilità a tutta la filiera produttiva, garantiscano piena trasparenza in ogni passaggio e mettano i consumatori in condizioni di giocare un ruolo attivo nello scoraggiare le aziende che non rientrano nella legalità”.

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