Alfie Evans: per i giudici farlo morire è nel suo “miglior interesse”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15

Fredda come una sentenza di morte è arrivata oggi pomeriggio la decisione che spegne le speranze di salvare la vita ad Alfie Evans. La Corte d'Appello si è pronunciata sull'ultimo ricorso presentato dai genitori del bambino di 23 mesi ricoverato all'Alder Hey Hospital di Liverpool e per il quale dopo una lunga battaglia legale è stata decisa, nelle scorse settimane, la rimozione della ventilazione assistita. Per i giudici, quest'azione stabilita dai medici è “nel miglior interesse” del piccolo Alfie. Ai genitori – che vorrebbero trasferire il figlio al Bambino Gesù di Roma per farlo curare – non resta che l'appello alla Corte Suprema.

Secondo i giudici dell'Appello, tuttavia, l'Alder Hey e il Bambino Gesù concordano sul fatto che un viaggio in aeroambulanza aumenterebbe i rischi di convulsioni per Alfie. I giudici hanno inoltre sottolineato che i diritti dei genitori non possono prevalere sul “miglior interesse” di Alfie e nemmeno sulle decisioni prese nelle aule di Tribunale.

Gruppi di cattolici italiani sono pronti a impugnare “l'arma” della preghiera, nel tentativo di accendere un lume di speranza che al momento sembra essersi estinto in un'aula di Tribunale. Questa sera a Torino, in piazza Palazzo di Città, dalle 20.30 alle 21 è prevista una fiaccolata per esprimere solidarietà ed appoggio al piccolo Alfie Evans e alla sua coraggiosa famiglia. Il presidio è indetto dal Popolo della Famiglia-Piemonte. Una fiaccolata è prevista anche a Roma, sempre alle ore 21, davanti all'ambasciata della Gran Bretagna, su iniziativa di Milita Christi. Papa Francesco, durante l'Angelus di domenica scorsa, ha affidato alle preghiere dei fedeli il piccolo Alfie e Vincent Lambert, quest'ultimo un paziente francese a cui l'ospedale di Reims, dove è ricoverato, vuole sospendere la nutrizione.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.