La scuola cattolica al servizio delle persone con disabilità. “Nessuno è solo”

Con la pandemia, secondo il ministro per la Disabilità Erika Stefani, "ci siamo resi conto di aver bisogno di un filo che ci tenga insieme per recuperare un senso di comunità"

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adolescenti

Nel mondo della disabilità l’emergenza Covid incide come moltiplicatore di disagio. Abbandono. Esclusione sociale. La ministra per la Disabilità, Erika Stefani è intervenuta a Roma al convegno della Fidae. La federazione delle scuole cattoliche primarie e secondarie. “Con questa pandemia ci siamo resi conto di aver bisogno di un filo che ci tenga insieme. Per recuperare un senso di comunità. Solo così potremo far capire ai nostri ragazzi, e ancor di più ai soggetti con disabilità, che nessuno è solo”, sottolinea Erika Stefani.disabilità

Disabilità da includere

“Formazione ed educazione sono le fondamenta per costruire una società che sia davvero inclusiva. Al di là di ogni retorica. E la scuola cattolica ha dimostrato una questa grande forza. Quella di saper fare rete– sostiene il ministro per la Disabilità-. Ora raccogliamo questo appello. Affinché siano stanziate più risorse. Perché anche le migliori riforme hanno poi bisogno di concretezza. Per trovare la loro realizzazione”. La presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich, ribadisce la volontà della federazione di collaborare attivamente con tutti gli attori in campo. E aggiunge: “Siamo convinti che darà molti frutti il neo costituito gruppo di lavoro. Presso il ministero dell’Istruzione. Con compiti di consulenza. Proposta. Supporto tecnico, scientifico e metodologico all’area della parità scolastica“.

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alunno con disabilità (immagine tratta da www.openpolis.it)

Direzione

“A Papa Francesco nel consegnare il programma degli eventi ho chiesto qual era il suo messaggio per la scuola cattolica. E la sua risposta è stata: ‘Andate avanti”. Io gli ho garantito che vogliamo farlo. E va proprio in questa direzione lo slogan scelto. ‘Il futuro della scuola inizia oggi, non domani’. osserva l’arcivescovo di Milano, monsignor Enrico Delpini. Prosegue il capo della Chiesa ambrosiana: “La scuola è una promessa. Ha qualcosa da dire. Non è solo un insieme di problemi. L’animo con cui vivere nella scuola è che è una promessa di futuro. Di capacità educativa. Ed è una promessa perché ha un passato che non significa pensare a riforme sbagliate. Ma ad una ricchezza. A un patrimonio da consegnare alle generazioni”. Disabilità

Cordata

L’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci è vicepresidente della Cei.  Ed evidenzia come la scuola in sé “sia già un’esperienza sinodale. L’obiettivo della Chiesa è mettersi in ascolto di tutti i mondi che normalmente non si ascoltano. Poveri. Giovani. Donne. Gli adulti devono smettere di pensare di essere l’ultima generazione che ha detto cose serie. Abbiamo il compito di metterci in cordata. Non avendo paura di narrare loro anche le nostre fatiche nel vivere il cristianesimo”. La disabilità è il risultato dell’interazione tra le barriere sociali e i limiti di ciascuno. Considerarla una malattia contribuisce a mantenere separate esistenze. E ad alimentare lo stigma nei confronti delle persone con disabilità.Incontri

La lezione di Francesco

L’insegnamento di Jorge Mario Bergoglio è che “l’amicizia di Gesù ci protegge nel tempo della prova. La pandemia di Covid-19 ha avuto e continua ad avere ripercussioni molto dure“. Il Papa si riferisce, in particola, alla necessità di rimanere per lunghi periodi in casa. Alla difficoltà di molti studenti con disabilità ad accedere agli strumenti di didattica a distanza. Ai servizi alla persona a lungo interrotti. E a numerosi altri disagi”. Il Pontefice, inoltre, richiama l’attenzione su quanti vivono all’interno di strutture residenziali. E sulla sofferenza che ha comportato la separazione forzata dai propri cari”.

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Papa Francesco alla Celebrazione Eucaristica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Prendersi cura

Francesco indica la necessità che “ci si prenda cura di ognuno. Senza che la condizione di disabilità sia di ostacolo all’accesso alle migliori cure disponibili”. In questo senso, “già alcune conferenze episcopali, come quella di Inghilterra e Galles e quella degli Stati Uniti, sono intervenute per chiedere che sia rispettato il diritto di tutti ad essere curati senza discriminazioni”. Di qui l’invocazione papale. “Il Signore ascolta con attenzione la preghiera di chi confida in Lui. La preghiera è oggi più urgente che mai“, assicura il Papa. E “siamo sicuri che il Signore ascolterà la nostra invocazione”.

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