Sahel, cooperazione italiana contro il terrorismo e la criminalità organizzata

Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: materiale informatico consegnato ai magistrati più esposti del Sahel per rendere più forte lo stato di diritto in un'area difficile ma cruciale per la stabilità del continente africano e dell’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Sahel

Sos Sahel. Fino a sei anni fa il Burkina Faso è stato un modello di convivenza relativamente pacifica tra comunità etnicamente diverse. E un rifugio sicuro per le persone costrette a fuggire. Oggi la violenza in quel Paese è senza precedenti. E il governo è alle prese con la proibitiva gestione della portata dei bisogni umanitari. Ma per ora, molti dormono ancora all’aperto. Esposti alle intemperie e ad altri pericoli. E hanno un forte bisogno di un migliore accesso all’acqua e alle strutture igienico-sanitarie. Il Sahel è un’area prioritaria per la cooperazione italiana. sahel

Progetto solidale

Il progetto della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna ha un obiettivo fondamentale. E cioè potenziare le capacità e le competenze dei magistrati di Niger, Burkina Faso e Ciad. Rafforzando le conoscenze relative al quadro normativo. Nazionale, regionale ed internazionale. In materia di lotta al terrorismo. Contrasto alla criminalità organizzata. Lotta alla criminalità cibernetica. Protezione dei dati personali. Nonché di ciclo di gestione dei progetti. L’invio del materiale informatico e bibliografico mira a sostenere le attività quotidiane della magistratura dei Paesi del Sahel. In prima linea in contesti estremamente difficili. Con oltre 800.000 persone costrette a fuggire, gli esodi in Burkina Faso sono decuplicati nell’ultimo anno. Oltre il 90% degli sfollati vive con famiglie ospitanti. E l’UNHCR stima che nel Paese vi siano ancora più di 35.000 famiglie bisognose di alloggio.Sahel

Sahel da stabilizzare

L’invio del materiale informatico avviene grazie alla collaborazione della 46^ Aerobrigata di Pisa. Il coordinatore dell’iniziativa è il professor Andrea de Guttry. La cooperazione internazionale, sottolinea il docente dell’ateneo toscano, sostiene i magistrati maggiormente impegnati contro mafie e jihadismo. Per rendere più forte lo stato di diritto. Un compito determinante in “un’area cruciale per la stabilità del continente africano e dell’Europa”. La cooperazione tra Italia e paesi del Sahel prevede la spedizione del materiale informatico e bibliografico. Acquistato dalla Scuola Sant’Anna con il contributo della Farnesina. E destinato alla magistratura di Niger, Burkina Faso e Ciad. “Quest’iniziativa testimonia ancora una volta l’impegno dell’Italia in Niger e negli altri Paesi del Sahel. Un’area chiave negli equilibri geopolitici tra l’Europa e l’Africa”, evidenzia il professor Andrea de Guttry. Sahel

Lista di opere

Dunque si consolida ulteriormente la cooperazione tra Italia e Paesi del Sahel. Con il contributo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. E il determinante supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Da un lato i corsi di formazione diretti a magistrati di Niger, Burkina Faso e Ciad. dall’altro l’acquisto e la spedizione di materiale informatico e bibliografico. Messo a disposizione della magistratura locale. Si tratta di circa 40 pc portatili. Completi di mouse e borsa porta pc. Stampanti complete di kit toner. Circa 100 volumi di diritto civile, amministrativo, penale e commerciale. Sulla base di una lista di opere predisposta dalla Scuola di Formazione della Magistratura del Niger. La spedizione è stata resa possibile dalla collaborazione con la 46^ Aerobrigata di Pisa.Sahel

Efficienza e qualità

Il materiale è destinato a rendere più efficiente e a migliorare la qualità dell’attività della magistratura dei paesi del Sahel. Ed è stato consegnato dall’ambasciatrice Italiana in Niger, Emilia Gatto. In occasione della cerimonia di apertura del corso “Tecniche per il contrasto al terrorismo internazionale”. Promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna. E al quale partecipano i magistrati del Niger e i rappresentanti della magistratura del Burkina Faso e Ciad. L’organizzazione dei corsi di formazione e la spedizione del materiale informatico e bibliografico rientrano in progetto annuale. Finalizzato a rafforzare i sistemi giudiziari dei paesi del G5 Sahel attraverso la formazione (2021-2022). Finanziato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. E coordinato da Andrea de Guttry. Docente di diritto internazionale dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna. Sahel

I corsi

In particolare, nell’ambito del progetto, si sono svolti in Ciad e in Burkina Faso alcuni corsi. Lotta alla criminalità cibernetica e protezione dei dati personali. Tecniche per il contrasto al terrorismo internazionale e alla criminalità organizzata. Ciclo di gestione di progetto. Il materiale informatico è stato consegnato ai magistrati più esposti. Con l’obiettivo di  contribuire a rendere più forte lo stato di diritto. In un’area difficile ma cruciale per la stabilità del continente africano e dell’Europa. Una striscia lunga 8.500 Km, vasta circa 6 milioni di chilometri quadrati, che attraversa 12 Stati (Gambia, Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Camerun, Ciad, Sudan, Sud Sudan ed Eritrea). Definita più dalle sue caratteristiche climatiche, ambientali e sociali che non da quelle geografiche o politiche. “Non è semplice indicare i confini del Sahel. A nord chi è in grado di tracciare un confine netto con il Sahara?- Marco Aime e Andrea De Georgio-. Sabbia e terra vanno via via fondendosi e ogni sera la prima sembra aver vinto la battaglia quotidiana“.

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