“Lazzaro”, la boutique solidale che dà una nuova possibilità

L'intervista di Interris.it a Giacomo Ramberti, uno dei responsabili di Lazzaro, la boutique solidale della Caritas di Rimini

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La boutique solidale "Lazzaro" (© Caritas diocesana di Rimini)

La possibilità di essere nuovamente valorizzati e trovare il proprio posto nel mondo è un obiettivo fondamentale per le persone che stanno vivendo un momento di difficoltà, soprattutto in questo periodo storico estremamente complicato dal punto di vista economico e sociale.

L’esperienza di Rimini

Per il raggiungimento di questo obiettivo, valorizzare la persona con le sue fragilità e dare vita ad un ciclo economico virtuoso, come suggerisce Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì, la Caritas diocesana di Rimini, guidata da Mario Galasso, ha dato vita alla boutique solidale “Lazzaro” che, ponendo l’accento sul riuso, rimette in circolo abiti e oggetti di ottima qualità con una storia particolare: il ricavato viene utilizzato per finanziare le attività della Caritas. Interris.it ha intervistato il dott. Giacomo Ramberti, laureato in Moda che, insieme al dott. Paolo Bianchini, laureato in Comunicazione, gestisce questo spazio solidale.

La boutique solidale “Lazzaro” (© Caritas diocesana di Rimini)

L’intervista

Come nasce e che obiettivi si pone il negozio solidale “Lazzaro”?

“‘Lazzaro’ nasce nel 2018 da un’intuizione di alcuni volontari, ma soprattutto al direttore della Caritas di Rimini Mario Galasso. Si erano resi conto che tra gli oggetti che venivano donati nel punto di raccolta in via Madonna della Scala c’erano degli elementi di valore: abiti di marca oppure sartoriali, ma anche piccoli oggetti, come mobili e accessori di antiquariato e modernariato. La sfida è stata quella di capire come tutto questo potenziale potesse avere una nuova vita ed essere utilizzato da altre persone. Da qui nasce la volontà di creare un luogo, Lazzaro appunto, per dare una seconda possibilità a tutti questi oggetti che non potevano essere destinati alle missioni o ai poveri della città, ma potevano essere venduti per finanziare dei progetti della Caritas. Lazzaro, all’inizio, non era un negozio ma un temporary shop che girava in alcuni eventi della Caritas o della città di Rimini. Dopo un anno ‘Lazzaro’ è diventato una boutique solidale con un negozio stabile in via Corso Giovanni XXIII a Rimini, in pieno centro. Quando abbiamo scelto di creare tale spazio volevamo che fosse un negozio curato nei dettagli e avesse un’impronta di ricerca. Abbiamo scelto di curare anche l’estetica del negozio, per far sì che fosse un bel posto, accogliente e presentasse una selezione di cose belle”.

In che modo “Lazzaro” aiuta le persone con fragilità?

“Tutto il ricavato di ‘Lazzaro’ viene devoluto in beneficenza alla Caritas. Quando cercavamo di capire come utilizzare questi soldi abbiamo scelto qualcosa di molto attivo: vengono devoluti per finanziare i servizi quotidiani della Caritas, come le docce, i posti letto e i pasti caldi distribuiti nel circondario di Rimini. Gesti concreti per aiutare le persone con fragilità”.

Quali sono i vostri auspici per il futuro? In che modo, chi lo desidera, può aiutare l’azione di “Lazzaro”?

“Per il futuro c’è la volontà di attirare più giovani nel negozio, far sì che ci sia una consapevolezza maggiore sul fatto che acquistando un capo o un vestito si fa del bene ma, allo stesso tempo, si compra anche qualcosa di bello. Rieducare al valore del riuso e del riutilizzo ci preme molto, soprattutto riguardo i giovani. In futuro ci piacerebbe espanderci, anche attraverso il passaparola, per far sì che questa realtà, un unicum a Rimini, possa essere conosciuta sempre da più persone. Utilizzare questo spazio, ad esempio, per promuovere dei libri, proporre lavori di artisti o giovani che vogliono far conoscere le loro opere ma non hanno uno spazio fisico. Chi vuole, può aiutarci in diversi modi. Tutto ciò che c’è all’interno del negozio viene donato. ‘Lazzaro’ funziona con la gratuità del gesto: le persone preferiscono donare un capo di valore o appartenuto a un parente sposando la mission del progetto piuttosto che ricavarci dei soldi. Ciò è molto importante e fa si che non abbiamo una selezione standard di prodotti, ogni settimana può cambiare. Il passare a visitare il negozio è sicuramente un modo per supportarci”.

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