A volte non serve vincere, basta un pareggio: il progetto Uno/pari

Un progetto che ha come scopo quello di portare alimenti sulle tavole di chi non se li può permettere, attivando un meccanismo virtuoso e circolare

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Può l’acquisto di una bottiglia di olio, o di un barattolo di salsa di pomodoro, innescare un percorso virtuoso a favore di chi altrimenti non riuscirebbe a mangiare? Ebbene, sì. E’ questo il fulcro dell’iniziativa Uno/pari: il “pareggio” solidale che vale più di una vittoria. Il meccanismo è semplice: per ogni prodotto venduto sulla propria piattaforma di e-commerce, la ditta Ursini Srl ha deciso di donarne uno alla Comunità Papa Giovanni XXIII, che su tutto il territorio italiano assicura accoglienza e supporto a oltre 5mila persone in difficoltà attraverso case di accoglienza, Capanne di Betlemme per i senza dimora, mense di strada, case famiglia.

La solidarietà come valore indispensabile

“Questo è un progetto già varato 5 anni fa, nel 2016. In quel periodo avevamo da poco iniziato a fare vendite online, la nostra azienda produce alimentari, olio, olive, succhi, sott’olio, è un’impresa di carattere artigianale – spiega a Interris.it Giuseppe Ursini, fondatore della ditta Ursini Srl -. Abbiamo lanciato questo progetto grazie a un nostro amico calciatore, Morgan De Sanctis, portiere della Roma, con il quale abbiamo sempre scherzato sul fatto del pareggio: i portieri, si sa, non vogliono mai prendere un gol!”.

Nel primo anno di attività del progetto, la Ursini ha destinato il 20% dei proventi delle vendite online all’Opera Cardinale Ferrari Onlus, il più antico ente di beneficenza italiano. “Poi dopo sei mesi abbiamo interrotto, perché ci siamo accorti che per noi era troppo impegnativo – spiega Ursini -. Durante tutta la durata del progetto, sono stati coinvolti anche un fotografo e altri professionisti, che hanno donato il loro tempo e la loro professionalità a titolo gratuito”.

Il buono nato dalla pandemia

A giugno 2021 la ditta Ursini ha registrato un exploit delle vendite online a causa della pandemia: il lockdown, la difficoltà a spostarsi, infatti, ha spinto le persone a fare sempre più acquisti su internet. “Queste maggiori vendite online ci hanno obbligato a strutturarci meglio e a prendere in seria considerazione questa frontiera – racconta -. E’ così che abbiamo colto l’occasione di riprendere il progetto Uno/pari, ma volevamo fare un po’ di più, cercavamo un ente di respiro più internazionale”. Dopo diverse ricerche, la ditta Ursini srl, ha conosciuto la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. “Da subito mi è piaciuto questo messaggio, così come il grande progetto della ‘Società del Gratuito’ che la Comunità di Don Oreste sta realizzando in Italia e nel mondo – racconta – . Questo dinamismo, questa vitalità, questo impegno forte ed efficace hanno fatto sì che cercassi il contatto con loro, per realizzare questo progetto insieme”.

“Abbiamo deciso, questa, volta di fare una proposta ‘più aggressiva’: per ogni prodotto venduto, noi ne doniamo uno. La nostra società ha sempre avuto questa sensibilità umanistica: lo scorso anno, durante la pandemia abbiamo fornito merci anche al Banco Alimentare, un ente locale anche qui a Lanciano, all’Azione Cattolica. Tutti prodotti che sono arrivati sulle tavole di chi ha difficoltà economiche“.

La fede

Il signor Ursini, inoltre, ha spiegato che la sua è una famiglia cattolica. “Solitamente non ci piace molto fare gesti plateali, ma in questo caso un po’ di platealità c’è: è un modo per far conoscere l’iniziativa e fare in modo che i prodotti donati siano sempre si più”. “Eravamo alla ricerca di un partner per dare il via a quest’iniziativa: abbiamo scelto quello che ci sembrava più attento, più vicino alle persone, a chi era in difficoltà”.

“Con i responsabili dell’associazione non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscerci fisicamente, questo a causa della pandemia – spiega Ursini – ma a volte sono importantissimi anche i rapporti che nascono così semplicemente, a pelle“.

L’importanza di creare un circolo virtuoso e con più aziende coinvolte

Soprattutto con la pandemia abbiamo visto come molte persone si sono trovate improvvisamente in difficoltà, ma anche molte imprese che non sono riuscite a rialzare la saracinesca dopo il lungo lockdown. “Ci sono tante aziende che stanno soffrendo e con loro tante famiglie e magari non hanno la possibilità di fare donazioni. Forse c’è anche chi cerca prima di ‘salvare la propria pelle’ poi quella degli altri – conclude Ursini – . Certo se ci fossero più aziende che mettessero in piedi progetti e iniziative simili alla nostra, sarebbe davvero una buona cosa e molte persone non avrebbero più la preoccupazione di come fare per mettere in tavola del cibo“.

Come fare per attivare la donazione

Per partecipare all’iniziativa e contribuire ad attivare il meccanismo di questa donazione basta accedere al sito della ditta Ursini (clicca qui) e acquistare uno o più prodotti.

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