Sos Caritas, non basta avere un lavoro per superare la soglia della povertà in pandemia

Cresce il rischio reale e preoccupante di "intrappolamento" nella povertà: i beneficiari degli aiuti Caritas non riescono a tornare a camminare sulle proprie gambe. Tra questi soprattutto coloro che vivono in affitto e i working poor, In aumento gli italiani che chiedono aiuto al terzo settore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:30
Napoli

Allarme-nuova povertà in pandemia. Quello che maggiormente colpisce nel report della Caritas è l’aumento della frequenza pro capite delle persone aiutate. Gli utenti delle strutture assistenziali non riescono ad uscire dallo stato di necessità. E tornano a rivolgersi ai servizi Caritas sempre più frequentemente. Nell’emergenza sanitaria il pacco viveri si è affermato come lo strumento prioritario. Per affrontare le difficoltà di individui e famiglie senza più un lavoro. “Tante pagine, numeri, grafici, letture analitiche quantitative e qualitative– sottolinea Riccardo Bonechi, direttore di Caritas Firenze- non devono farci scordare le persone e gli sguardi che Caritas ha incontrato in questi tre anni di storia. Volti, oramai da tempo coperti dalle mascherine, che attraverso gli occhi ci parlano dei loro bisogni. Delle difficoltà. E ci ringraziano per quello che facciamo per loro. Le sfide che ci attendono sono tante. Ma lavoreremo insieme. E cercheremo di affrontarle. Nel migliore dei modi. Senza lasciare indietro nessuno“.povertà

Sos povertà

Un italiano su dieci è povero anche se ha un lavoro. La crisi Covid ha cambiato la mappa dell’indigenza. Emergenza per la povertà immediata degli “intrappolati”. Cioè dei nuovi indigenti della pandemia. In crescita gli occupati che pur avendo un impiego non riescono ad arrivare a fine mese. E’ più povero chi ha figli a carico. Sos dell’Osservatorio Caritas per l’allargamento della povertà a fasce sociali che prima della crisi Covid riuscivano autonomamente a far fronte alle esigenze quotidiane. “Oggi ci scontriamo con la sua manifestazione più immediata e materiale della povertà, quella meramente economica, che torna a farsi prioritaria– spiegano i volontari-. La maggioranza delle persone che si rivolgono a Caritas mancano di quel reddito necessario a soddisfare esigenze da loro considerate prioritarie“.povertà

Chi sono i “nuovi poveri”

Aumentano il numero di persone coniugate. Passando dal 37,3% del 2019 al 43% del 2021. Crescono le persone in età lavorativa e le coppie con minori a carico. Gli occupati, che pur avendo un impiego, sempre più spesso, non riescono ad arrivare a fine mese (superano il 10% del totale). Coloro che vivono in affitto, ma che non riescono a far fronte al canone di locazione. Passano dal 19,4% del 2021, al 30,6% del 2020. Fino a toccare il 32,7% nel 2021. Gli italiani raggiungono oramai il 28% del totale delle persone che chiedono aiuto alla Caritas. E’ il profilo del “nuovo povero” così come emerge dal rapporto “Intrappolati nella povertà“. Realizzato dall’Osservatorio delle povertà di Caritas Firenze. In collaborazione con Fondazione Solidarietà Caritas Onlus. E con il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze.povertà

Effetto Covid

L’indagine racconta come la pandemia stia continuando a cambiare il volto della povertà. Il rapporto offre una sorta di viaggio attraverso i dati del 2019, 2020 e 2021. Un’analisi comparata dei dati degli ultimi tre anni. Unita alle testimonianze dirette di volontari, operatori. E di coloro che si sono rivolti ai servizi. Un aiuto a comprendere quello che sta succedendo sul territorio. Il cibo guida la lista dei bisogni prioritari. L’obiettivo è riuscire a risparmiare sulla spesa alimentare. Attraverso il ricorso agli aiuti messi in campo. Sia a livello istituzionale che di privato sociale. Ciò può rivelarsi una strategia volta a risparmiare risorse. Utili per far fronte ad altre voci di spesa ugualmente indispensabili. E più difficilmente contenibili o dilazionabili. Coloro che si rivolgono a Caritas non appartengono più solo alla marginalità estrema. Ma nella stragrande maggioranza dei casi somigliano “al vicino della porta accanto“. povertà

Disagio sociale

Gli “impoveriti dalla pandemia” hanno un reddito insufficiente rispetto alle normali esigenze. Hanno problemi monetari. E provano a restare a galla chiedendo alla Caritas un sostegno alimentare. La richiesta del pacco viveri è passata dal 23,5% del 2019 al 39,6% nel 2020. Per superare addirittura la metà di tutte le risorse attivate dai centri Caritas, 56,4%, nel 2021. Cresce il numero delle persone aiutate nel pagamento delle utenze. L’incremento del disagio non è rimasto circoscritto al periodo del lockdown. Ma ha continuato ad espandersi anche nel 2021. L’analisi lo evidenzia grazie ai dati assoluti. Nel 2019 le richieste di pacco alimentare erano state 17.683, in media, 2,7 per ogni utente. Nel 2020, il numero complessivo di richieste legate ai viveri sale a 29.672. Facendo registrare un incremento del 67,8%. E il numero medio di richieste pro capite passa a 4,6. Nel 2021 il ricorso ai pacchi alimentari subisce un’impennata ancora maggiore. Le richieste toccano quota 61.988. Con un incremento che è del +109% rispetto all’anno precedente e del +250% rispetto al 2019. E il numero medio pro capite arriva a 9,5.

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Pacchi alimentari

Intrappolamento

Esiste un rischio reale e preoccupante di “intrappolamento” nella povertà. I beneficiari degli aiuti della Caritas non riescono a tornare a camminare sulle proprie gambe. E tra questi ci sono soprattutto coloro che vivono in affitto e i working poor. In aumento gli italiani. “Non solo chi abbiamo conosciuto nel 2020 – spiega Giovanna Grigioni, referente Osservatorio Caritas-. Ma anche molti di coloro che sono entrati nei nostri circuiti negli ultimi 2-3 anni. Non riescono ad uscirne. E, come se questo non bastasse, tendono a ripresentarsi ai nostri sportelli. Molto più frequentemente che in passato. Li sosteniamo prioritariamente con gli alimenti. Ma noi sappiamo bene che, dietro ad ogni pacco distribuito, si nasconde la mano e lo sguardo di un volontario. O di un operatore che mette nel servizio molto di più del semplice gesto materiale”.

 

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