L’impegno dei Giovani delle Acli per l’Europa che verrà

L'intervista di Interris.it a Rosa De Angelis, coordinatrice dei Giovani delle Acli provinciali di Bologna sull'azione quotidiana in favore dei più fragili e l'Anno Europeo dei Giovani

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L’anno 2022 è stato proclamato dall’Unione Europea “l’Anno europeo dei giovani” e sottolinea l’importanza di questo particolare momento storico per avanzare con fiducia e speranza diverse proposte di sviluppo e cambiamento in una prospettiva post-pandemica. Questa iniziativa focalizza l’attenzione sull’importanza della gioventù europea nella costruzione di un futuro migliore, in grado di essere verde, inclusivo e digitale.

L’Europa che verrà

I Giovani delle Acli, nella cornice dell’Anno europeo dei giovani, hanno organizzato un percorso di oltre trenta tappe per far conoscere l’Europa e le tante opportunità per i Giovani offerte dall’UE. L’iniziativa è intitolata “L’Europa che verrà” e prevede due fasi di realizzazione, una che prevede l’ascolto dei giovani mentre la successiva si focalizza sulla diffusione delle azioni rivolte ai giovani nell’Unione Europea. Interris.it, in merito al significato nonché ai valori che stanno alla base dei Giovani delle Acli e di questa iniziativa, ha intervistato Rosa De Angelis, coordinatrice dei Giovani delle Acli a Bologna.

L’intervista

Quali sono i valori che stanno alla base dei Giovani delle Acli? Che cosa l’ha spinta ad entrare a farne parte?

“I Giovani delle Acli nascono come ramo giovanile delle Acli e quindi, abbracciano, condividono e promuovono i valori cristiani e la dottrina sociale della Chiesa, in un’ottica giovanile, nel senso che, incentivano questi valori rivolgendosi alle giovani generazioni. In particolare, i Giovani delle Acli, come l’associazione madre, sono presenti al livello nazionale e poi si sviluppano nei vari territori attraverso i diversi coordinamenti provinciali. Ciò che fanno è promuovere l’impegno civile e la cittadinanza attiva dei più giovani nei diversi ambiti territoriali. Nel mio caso, sono arrivata alle Acli provinciali di Bologna nel 2016, attraverso il servizio civile, un’esperienza molto importante e preziosa per i giovani. Grazie a quest’ultimo e ai numerosi stimoli e opportunità ricevute, ho avuto occasione e modo di conoscere il funzionamento del sistema associativo. Ho approfondito la conoscenza delle Acli come realtà non solo territoriale, ma anche provinciale e nazionale, rendendomi conto di quanto, sia l’esperienza del Servizio Civile quanto quella all’interno delle Acli, siano state per me una preziosa opportunità di apprendimento e di maturazione, non solo dal punto di vista professionale e lavorativo, perché poi sono rimasta qui ed è diventato il mio lavoro, ma anche come esperienza di vita e scoperta di me stessa. Credo che, una tale opportunità, sia molto importante da diffondere per gli altri giovani, affinché si possano avvicinare al mondo dell’associazionismo, del Terzo Settore e del volontariato per potersi sperimentare e conoscere. Dato che ho vissuto questa esperienza in prima persona e ancora oggi la continuo, il mio obiettivo è cercare di testimoniare questo messaggio, prodigandomi per gli altri giovani”.

Quali sono i progetti a sostegno delle persone più fragili a cui i Giovani delle Acli provinciali di Bologna hanno partecipato e partecipano?

Una Scatola della Pace dell’iniziativa “Adotta un nonno ucraino” (© Facebook)

“In generale, i Giovani delle Acli, sono molto attivi in tutti gli eventi, iniziative e attività progettuali che portano avanti le Acli provinciali di Bologna. In altre parole, per tutto ciò che riguarda l’inclusione sociale, la tutela dei diritti umani, la cittadinanza attiva e i progetti che, più in generale, si rivolgono ai più fragili. Le Acli credono molto nel valore aggiunto che possono portare i giovani nei diversi progetti, attraverso lo scambio e il dialogo con le diversità culturali, generazionali e con gli altri territori. Tra le diverse attività a cui i giovani delle Acli bolognesi hanno partecipato, va ricordato sicuramente “Adotta un nonno”, un’esperienza intergenerazionale realizzata durante la pandemia, nella primavera del 2020, con il sostegno dell’Ufficio scolastico della Diocesi di Bologna. In questo progetto sono stati coinvolti i giovani, non solo nella parte iniziale, ma anche nel suo sviluppo che ancora oggi continua. Molti giovani prendono parte ai vari progetti che le Acli provinciali di Bologna portano avanti, ad esempio anche nell’attività di Piazza del Popolo che nasce dalle Acli nazionali e che, nel nostro caso, ha portato anche alla nascita di un nuovo circolo nel territorio di San Benedetto Val di Sambro, sull’appennino bolognese, costituito e rappresentato da giovani under 20. Molti dei nostri ragazzi sono anche educatori professionali e, di conseguenza, sono coinvolti nella realizzazione dei centri estivi che hanno un’alta valenza sociale. Da diversi anni, ad esempio, portiamo avanti specifici centri estivi rivolti a bambini con disabilità per cui coinvolgiamo dei giovani educatori professionali. In particolare, il gruppo dei Giovani delle Acli, in collaborazione con le Acli provinciali, organizza diverse iniziative ed eventi in materia di diffusione della cittadinanza attiva e del protagonismo giovanile in materia di informazione, vita civile e impegno nella vita politica. Avevamo realizzato un documento che si chiamava “La voce dei giovani delle Acli di Bologna”, in cui emergevano diverse tematiche legate alla città, si evidenziavano le fragilità nonché le possibili soluzioni dal punto di vista dei giovani. Il documento è stato presentato all’allora assessore delle politiche giovanili e all’assessore delle politiche giovanili del comune di Napoli. In generale, come giovani delle Acli, cerchiamo di dare il nostro contributo alle iniziative che le Acli provinciali portano avanti sul territorio”.

Il 2022 è l’Anno Europeo dei Giovani, che appello desidera rivolgere ai giovani?

La locandina dell’iniziativa “L’Europa che verrà” (© Acli)

“I Giovani delle Acli di Bologna, su questo tema, hanno aderito a una campagna che i Giovani delle Acli Nazionali hanno istituito dal titolo “L’Europa che verrà”. È un percorso sostenuto anche dal consiglio nazionale dei giovani e dal parlamento europeo, con l’obiettivo di avvicinarli all’Europa, far conoscere le opportunità che ha da offrire e aprire quella che mi piace chiamare la finestra sul mondo europeo. La finalità è che, i giovani e le popolazioni, si possano sentire parte di un’unica famiglia, molto più grande, dove non ci sono solamente i confini nazionali ma anche internazionali, in cui tutti si sentano parte della grande casa europea. Il nostro invito è di cercare di comprendere che l’Europa non deve essere vista come una realtà a sé, ma qualcosa di cui noi facciamo parte e vivere in maniera propositiva, perché ci permette il confronto nonché la conoscenza con l’altro e quindi scoprire ancora di più sé stessi. Su questo tema, il coordinamento delle Acli di Bologna, sta portando avanti diverse iniziative, aderendo al percorso “L’Europa che verrà” con un primo incontro che si è svolto nel marzo 2022 presso “Salus Space”. L’iniziativa nasce da un progetto europeo del comune di Bologna a cui le Acli bolognesi avevano aderito. Ciò ha rappresentato anche un’opportunità per conoscere le radici cristiane dell’Europa e ripercorrere insieme la nascita. È previsto un secondo incontro che si terrà nel mese di settembre al fine di portare le proposte dei giovani che abbiamo raccolto in questi mesi sulle modalità che possono avvicinare i giovani all’Europa affinché si sentano membri di questa grande famiglia e la percepiscano come una realtà che fa parte di noi, della nostra storia e ha molto da offrirci”.

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