La forza del volontariato per aiutare i senzatetto

Interris.it ha intervistato Paola Della Casa, coordinatrice della rete Vicini di Strada operante a Como

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Emergenza Freddo (immagine di Vicini di Strada)

Vicini di Strada è una realtà operante nel territorio comasco che raccoglie 18 organizzazioni di volontariato – istituzionali e non, formali e informali – che agiscono per sostenere chi vive in condizioni di grave marginalità. Essa promuove progetti sperimentali e servizi finalizzati a migliorare la qualità della vita delle persone senza dimora e facilitare la collaborazione fra le diverse realtà con l’intento di favorire una lettura condivisa dei bisogni e delle risorse del territorio comasco. Ha realizzato numerosi progetti di volontariato tra cui: il progetto “Emergenza Freddo”, il Progetto “Betlemme”, “Angeli Custodi”, “Vicini di Strada” e “S-coinvolgimenti Sociali” con al suo interno diversi laboratori artistici rivolti alle persone senza tetto. Interris.it ha intervistato in merito a questi temi Paola Della Casa, coordinatrice a titolo volontario di Vicini di Strada – Rete dei Servizi per la Grave Marginalità del territorio comasco.

L’intervista

Come nasce e che obiettivi si pone Vicini di Strada?

“Vicini di Strada è nata a Como nel 2011 ed è una rete di soggetti sorta per far fronte alla grave marginalità del territorio comasco che raccoglie gli enti, i servizi, i gruppi e le associazioni che operano nel settore della grave marginalità e quindi con i senza fissa dimora. Nasce per mettere in rete le varie iniziative in quest’ambito e quindi, fanno parte di vicini di strada, diverse realtà – dalla Caritas Diocesana di Como fino al gruppo Legami – il quale è un gruppo di giovani che da sempre opera con un’unità di strada il martedì sera ed il sabato sera a Como. Questo gruppo, ad esempio, non ha un inquadramento specifico e però, da molti anni, facendo anche formazione, condivide le serate in strada con le persone senza fissa dimora. Vicini di Strada nasce proprio per riunire enti, organizzazioni e le varie iniziative sul territorio che coinvolgono direttamente anche i cittadini, quindi con un numero di volontari molto ampio che, grazie a questa rete, è aumentato negli anni”.

Il Progetto Betlemme ed il Progetto Emergenza Freddo rappresentano due delle azioni che vengono messe in campo per dare risposte alle persone che dormono per strada, in che cosa consistono e come si sviluppano?

“Sono due risposte diverse date al bisogno di accoglienza di chi vive in strada che si fa urgentissimo nel momento in cui le temperature, soprattutto qui a Como, diventano molto rigide. Emergenza Freddo è l’apertura del dormitorio invernale, in collaborazione con il Comune di Como che di solito fornisce lo spazio, il quale viene gestito di anno in anno da enti diversi; ad esempio, lo scorso anno era gestito da Caritas e quest’anno dalla Fondazione Somaschi. In ogni caso, indipendentemente dalla gestione chi presta servizio – oltre agli operatori dell’ente incaricato che si occupa dell’accoglienza – coloro che vi operano sono volontari. Ad esempio, lo scorso anno erano seicento, i quali aiutano ad accogliere le persone in condizione di fragilità, con le operazioni di controllo legate all’emergenza sanitaria ma organizzano anche altre attività con le stesse quali ad esempio un torneo di scacchi, un corso di fotografia e di pittura che vengono poste in essere grazie all’iniziativa dei cittadini con lo scopo di costruire dei legami sempre più stretti tra le persone senza fissa dimora e la comunità intera. L’emergenza freddo viene vista come un’occasione per gettare le basi per un cambio di vita. Ogni anno si cerca di ampliare il periodo di apertura della struttura, non solo per garantire un servizio migliore ma anche per dare la possibilità alle persone in difficoltà di allacciare delle relazioni che sono la base fondamentale per un cambio di vita futura. Per questo motivo, dopo l’emergenza freddo, si propone loro di entrare in altri progetti di Vicini di Strada, come ad esempio Strade verso Casa, che punta a dare delle soluzioni abitative a coloro che sono senza fissa dimora con l’obiettivo di togliere le persone dalla strada per cui è appunto necessario creare dei rapporti.

Il Progetto Betlemme è un’iniziativa lanciata da Caritas e supportata da Vicini di Strada dal punto di vista organizzativo nella quale si propone alle comunità del territorio comasco di ospitare una o più persone senza fissa dimora durante il periodo invernale. Per aderire a questa iniziativa serve avere un luogo riscaldato da adibire a camera da letto con dei servizi igienici collegati e soprattutto la disponibilità dei volontari e delle persone del territorio che fanno una scelta comune e si organizzano in turni per garantire la vicinanza e instaurare delle relazioni con le persone che vengono ospitate. Questo rappresenta una possibilità importante per i cittadini al fine di abbattere quella barriera che spesso divide il mondo di chi non ha casa da quelli che una casa ce l’hanno”.

Quali auspici vi ponete per il futuro in materia di contrasto alla povertà?

“Tutte le iniziative della rete degli enti e delle associazioni che fanno parte di Vicini di Strada vanno nella direzione di coinvolgere sempre di più i cittadini nella gestione delle situazioni di fragilità. L’idea è quella di dire che chi vive ai margini non deve essere lasciato solo e coloro che per primi devono preoccuparsi di chi vive in situazioni di marginalità sono i cittadini stessi. Non possiamo lasciare solo chi vive sotto casa nostra, non ha una casa e una rete sociale in grado di aiutarlo, i cittadini in prima persona si possono attivare. Questo va nella direzione dell’iniziativa Como Città Fratelli Tutti che nasce proprio con questo scopo, ossia dire che Como è davvero una città solidale, che non lascia solo nessuno in cui le risposte alle situazioni di marginalità possono venire dalla collettività. L’unica risposta possibile in questo caso è quella di prendere per mano le persone che vivono ai margini e sono sole per poi cercare – con azioni mirate – di riportarle all’interno della società. Da qui nascono iniziative di vario tipo che, per forza, devono essere fatte su misura perché ogni persona ha la propria storia, le proprie fragilità e conseguenti bisogni, quindi le risposte devono essere mirate. Vicini di Strada è una rete perché, coinvolgendo il maggior numero di enti, associazioni e gruppi, si cerca di trovare per ogni persona in difficoltà la soluzione più giusta e mirata. Quello che auspichiamo è che non ci sia più nessuno che rimane a vivere ai margini e, nel momento in cui una persona vive una situazione di fragilità, vengano messe in campo tutte le risorse possibili per includerla nella società”.

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