Autostrade: investire in sicurezza e qualità del servizio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06

In relazione ai costi delle autostrade si vociferava che sarebbero aumentate dell’1,5%. Ciò di cui si sta parlando deve essere verificato, nel senso che, non ci possono essere aumenti se il servizio peggiora e se non si crea un collegamento tra aumento delle tariffe e incremento degli investimenti per la sicurezza delle stesse autostrade. La questione può essere risolta solo se l’apposito comitato che dà il via agli aumenti, verifichi che ci siano le condizioni e le possibilità per attuare gli stessi. Ecco perché noi riteniamo che qualsiasi aumento in una fase come questa, ma soprattutto nelle condizioni in cui tutti i cittadini ci denunciano che le autostrade danno un servizio pessimo. Nel senso che vi sono code a non finire, rattoppi e buche varie e file ai caselli a volte interminabili. Il servizio, anche per i lavori in corso, i quali a volte non vengono esplicitati di notte ma solamente di giorno, quando c’è traffico. Riteniamo quindi, che sarebbe una iattura, l’aumento dei pedaggi autostradali, perché ciò non corrisponde ad un servizio di qualità ed oltretutto aumenterebbe i costi di trasporto con le conseguenti ricadute sui prezzi dei beni trasportati.

Devono essere fatti degli investimenti legati alla qualità del servizio e per la sicurezza autostradale. Il governo deve fornire tali indicazioni al comitato preposto affinché, gli stessi, controllino questi due attributi. Deve quindi essere fermo su questi orientamenti e indicazioni. Qualora non ci fossero tali attributi positivi, noi consideriamo che non sussistono e c’è una risposta pessima nella qualità, è chiaro ed evidente che il governo dovrebbe troncare ogni discussione di merito sugli aumenti.

I miei auspici per il futuro riguardo a questa e ad altre tematiche partono dalla cessazione della guerra in Ucraina. Questa situazione, come vediamo ogni giorno, provoca morti e sofferenze. Oltre a ciò, produce instabilità a livello economico, un aumento dei prezzi dell’energia a cui si possono aggiungere addirittura nei blocchi nel rifornimento della stessa, con ricadute negative estremamente importanti. Ci auguriamo che ciò possa finire nel più breve tempo possibile, che ci sia un atto diplomatico affinché si possa far uscire il pianeta e l’Europa da tale situazione. Qualora ciò dovesse continuare, dovremo avere un governo che faccia nel più breve tempo possibile gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di poter avere migliori infrastrutture, diversificazioni tecnologiche, energetiche nonché dell’approvvigionamento stesso dell’energia. Auspico inoltre che il governo si muova, già lo sta facendo ma in maniera insufficiente, nella direzione di interventi che abbiamo carattere anche non strutturale ma congiunturale, per dare maggiore ossigeno alla piccola e media impresa, la quale è strozzata dai prezzi dell’energia e alle famiglie messe a dura prova dal tasso di inflazione. Queste sono le cose che il governo deve fare con grande determinazione, prima con manovre di carattere congiunturale, per poi andare verso di carattere strutturale che abbiano maggiore respiro e ampiezza.

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