Alla ricerca del nulla

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Più che la presenza, conta l’assenza. Non stiamo parlando delle strategie per farsi vedere in un ambiente con più persone, ma dell’analisi sulle parole chiave che Google ha registrato nel 2016 nel nostro Paese. Al primo posto c’è Pokemon Go, diventato a cavallo dell’estate una vera e propria mania tecnologica. E’ la parola più cercata dagli italiani, seguita dalle Olimpiadi di Rio e dagli Europei di calcio. E’ questo il podio rispetto alle parole “che hanno registrato il traffico maggiore in un determinato arco di tempo”, dal 1 gennaio al 7 dicembre 2016.

Via via scorrendo, troviamo le elezioni Usa, poi il terremoto che ha colpito il centro Italia, Sanremo, David Bowie, Donald Trump, Bud Spencer e la Brexit. Quali sono i dati drammaticamente assenti? Quello della politica e quello della solidarietà. E’ curioso, ma in un anno di ricerche si scopre la totale assenza di politica nostrana. Eppure di cose ne sono accadute, di iniziative, polemiche, discussioni, tradimenti, dibattiti. Curioso che non ci sia traccia non tanto dei nomi, quanto degli argomenti. Jobs act, coppie di fatto, la buona scuola, l’Italicum, il fertility day non albergano nelle ricerche degli italiani. E non tanto perché non se ne sia parlato, ma perché evidentemente non c’è necessità di approfondimento.

Google infatti conteggia se stesso, e non gli articoli letti sui social network, che sono invasi di notizie, articoli e approfondimenti che, nella maggior parte dei casi, nessuno legge. Ci si limita alla superficie, non si approfondisce non si fa ricerca. Ecco perché Google non registra tra le prime dieci nemmeno la parola Referendum costituzionale che pure ha tenuto banco per mesi e ha spaccato l’Italia. Ci nutriamo di ciò che ci viene messo nel piatto-social, fermandoci alla crosta e non assaporando neanche il contenuto. Se poi è cibo-spazzatura, junk food, non siamo neanche in grado di percepirlo.

Non si trova neanche la polemica sui migranti, che invece sposta significativamente anche l’asset elettorale; ma si procede per convincimenti, senza analisi e approfondimento. Si dirà: ma ci sono i giornali per questo. Risposta: l’indice di lettura è sempre più basso, e anche i commenti sui social network spesso rivelano un’amara verità: si parla e si sparla su tutto, ma senza neanche avere la bontà di leggere ciò che si sta commentando.

Ci scuote ancora la cronaca nera, e infatti il terremoto – per fortuna bisogna dire – campeggia negli interessi degli italiani che hanno cercato di capire cosa stava accadendo, come dare un mano, chi aveva bisogno di aiuto, come fare. E’ l’anima della solidarietà che si risveglia, per poi tornare all’encefalogramma piatto. Lo scorso anno non è andata meglio. La classifica vedeva Pino Daniele, Grande Fratello e Isola dei Famosi ai primi tre posti. Poi Parigi, Sanremo 2015 e 50 sfumature di grigio. Insomma, la nostra sete di sapere si incaglia su Pokemon e Grande Fratello. Tant’è.

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