Toglievano il pane di bocca alle vittime della pandemia. L’orrore degli aiuti Covid saccheggiati

Scoperti dalla Guardia di Finanza 75 cittadini di Salerno che in pandemia hanno percepito illegittimamente buoni spesa per un valore totale di oltre 21 mila euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:58
pandemia
Sono i “furbetti” della pandemia che toglievano il pane di bocca a chi aveva veramente bisogno di aiuto. Alcuni hanno presentato istanze con dati incompleti e altri con informazioni non rispondenti al vero. Dai controlli è emerso che le irregolarità si riferiscono soprattutto a situazioni in cui il beneficio è stato concesso più volte allo stesso nucleo familiare. E ciò per effetto di richieste avanzate da più di un componente.
pandemia

La pandemia come occasione per una truffa

Per ottenere i buoni spesa distribuiti dai comuni in pandemia c’è persino chi ha attestato che il figlio era disoccupato. E invece gestiva un ristorante ben avviato in città. E chi, come una famiglia di sette persone, ha ottenuto 32 ticket avendo presentato quattro domande distinte. E intascando, così, 400 euro a testa. Sono 75 in tutto i cittadini di Salerno che, da una verifica della Guardia di Finanza, avrebbero percepito illegittimamente i buoni spesa. Una truffa dal valore totale di oltre 21 mila euro che ha sottratto illecitamente risorse alle misure varate per  fronteggiare la prima fase dell’emergenza da Covid-19.
Bonus

Altri sussidi non dichiarati

In alcuni casi i richiedenti hanno omesso di dichiarare le ulteriori forme di sussidio percepite. Come il reddito di cittadinanza o la cassa integrazione in deroga. Ma, c’è stato anche chi ha “ridimensionato” il proprio nucleo familiare. Non facendo risultare che percepiva un regolare stipendio. O che già beneficiava di indennità come quella di invalidità. Le segnalazioni sono state fatte al comune di Salerno per l’immediata restituzione degli importi indebitamente percepiti. Nel frattempo, alcuni dei trasgressori hanno definito la propria posizione. Pagando in aggiunta una sanzione pecuniaria pari all’ammontare dei buoni ricevuti senza averne titolo.

Irregolarità accertate

Negli altri casi, trascorsi sessanta giorni dall’accertamento delle irregolarità, sarà interessata la prefettura. Ciò affinché emetta le sanzioni amministrative pari al triplo del valore di partenza dei buoni spesa. Il comune di Salerno, dall’inizio della pandemia, ha distribuito buoni spesa per oltre 800 mila euro a oltre 3 mila nuclei familiari. Assegnando a ciascuno dei capifamiglia due buoni dal valore di 50 euro, più uno per ogni congiunto a carico.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.