Tre bombe in 10 giorni contro afroamericani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:41

Due detonazioni nello spazio di poche ore hanno seminato la paura nella città texana di Austin, negli Stati Uniti, dove un ragazzo di 17 anni è rimasto ucciso nella prima delle esplosioni. Due episodi avvenuti in rapida successione e che, secondo le Forze dell'ordine locali, potrebbero essere collegati fra loro e anche con un precedente caso avvenuto il 2 marzo scorso, costato la vita a un uomo di 39 anni. Il primo dei due pacchi bomba di quest'oggi è esploso presso un'abitazione del quartiere di Windsor Park uccidendo un giovane e ferito una donna che si trovavano nelle sue vicinanze. Una coincidenza notata dalla polizia è che la casa si trova a circa 20 chilometri da quella teatro dell'esplosione del 2 marzo che aveva ucciso Anthony Stephan House.

Casi collegati?

Secondo la polizia di Austin, fra i due casi vi sono delle somiglianze, per fattore temporale (tutte le detonazioni avvenute negli ultimi 10 giorni). Un altro pacco-bomba, peraltro, è esploso in un'altra zona della città, ferendo gravemente una donna di 70 anni. Stando a quanto riferito dagli inquirenti, alla base delle prime indagini svolte dalle Forze dell'ordine vi sarebbe l'obiettivo di accertare se dietro le esplosioni vi sia o meno un movente fondato sull'odio razziale, considerando che il ragazzo ucciso e la donna rimasta ferita sono entrambi di etnia afroamericana. Nel caso della morte di House, le indagini avevano appurato come si fosse trattato di un omicidio, nonostante inizialmente si fosse ipotizzato che l'uomo stesse preparando un ordigno.

Indagini

Dopo la morte del 39enne, la Polizia aveva rassicurato la cittadinanza di Austin sul rischio di nuovi pericoli. Pochi giorni dopo, invece, due nuove esplosioni hanno sconvolto la comunità afroamericana, alimentando il sospetto che gli episodi possano essere tra loro in qualche modo collegati. A quanto pare, la modalità di azione dell'attentatore è stata diversa rispetto al caso di House: i due pacchi sono stati depositati davanti all'ingresso delle case delle vittime e non all'interno dell'abitazione. Sui casi e sull'eventuale collegamento esistente stanno indagando l'Fbi e altre agenzie federali.

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