Funerali di Stato, la rabbia delle famiglie che dicono no

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56

Si scava ancora fra le macerie del Ponte Morandi. La terza notte di ricerche è trascorsa senza che dai resti del viadotto piombati nel Polcevera provenisse alcun segno di vita. E le speranze, con il tempo che passa inesorabile, vanno ad affievolirsi aumentando la possibilità che il bilancio delle vittime, per ora fermo a 38 accertate, incrementi nelle prossime ore. Intanto, la città di Genova si prepara ai funerali di Stato, previsti per domani ma solo per alcuni dei 38 deceduti: 14 saranno le salme che riceveranno le esequie presso il padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova, officiate dal cardinal Angelo Bagnasco. Altre diciassette famiglie hanno preferito portare i loro cari nelle città e nei paesi di origine, scegliendo di organizzare funerali in forma privata.

La rabbia e il dolore

Una decisione frutto del dolore e della rabbia per una tragedia insensata e inconcepibile, della quale andranno accertate le responsabilità non appena sarà finito il lavoro dei soccorritori. Per le famiglie dei quattro ragazzi di Torre del Greco, rimasti vittime del crollo mentre si recavano verso il porto di Genova per andare in vacanza,  i funerali dei loro figli dovranno svolgersi lontano dai riflettori: “E' lo Stato che ha causato questo – scrive la mamma di uno dei giovani -, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa”. Sulla stessa linea anche il papà di Giovanni Battiloro: “Mio figlio – scrive – non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. E' un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più”.

Il dolore e la collera per quanto accaduto sul viadotto genovese ha spinto anche i parenti della famiglia pinerolese, composta da 4 persone, fra cui due adolescenti, a far officiare le esequie dei loro cari nella città piemontese: “Non ho più fiducia in questo Stato”, ha detto la sorella di Andrea Vittone, Denise. Andrea, 49 anni, viaggiava in auto con sua moglie Claudia (sposata poco tempo fa) e i due figli di lei, Manuele (16 anni e promessa del ciclismo) e Camilla, appena 12enne. I loro funerali si svolgeranno a Pinerolo, nell'affetto e nel dolore delle loro famiglie. Così sarà anche per Elisa Bozzo, la 34enne di Busalla, nel genovese, e per Francesco Bello, 41enne di Serrà Riccò.

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