Post Covid: conoscere per prevenire. Come funziona il progetto pediatrico dell’Umberto I

L'importanza delle cure post Covid anche nei più piccoli. Ecco come all'Umberto I vengono seguiti e accompagnati i bambini che hanno avuto il Coronavirus

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E’ attivo da febbraio 2021 l’ambulatorio per il follow up del post Covid pediatrico all’Ospedale Umberto I di Roma. Il progetto – intitolato “Covid-19 Conoscere per prevenire”, ideato e realizzato dal professor Fabio Midulla, ordinario di Pediatria presso l’Università La Sapienza di Roma, Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria, Responsabile della Pediatria d’Urgenza, ha avuto l’approvazione della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Lazio, e della Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI). E dopo meno di sei mesi si è moltiplicato per tutto lo Stivale. Da Bologna a Napoli, fino alla Sicilia. E’ attivo oggi in più di 20 città italiane. Con una media di appuntamenti di 5 bambini visitati al giorno e follow up già fissati da luglio 2021 fino a febbraio 2022.

L’intervista

Il professor Fabio Midulla, ha spiegato a Interris.it l’iniziativa dell’Umberto I e come sta andando.

In che cosa consiste la visita di un paziente, un bambino, che ha contratto l’infezione da SARS-CoV2 e che dunque viene nel vostro ambulatorio?

“I nostri pazienti sono di età compresa tra gli zero e i 18 anni di età, ma si sa che per statistica sono molto bassi i numeri di chi ha contratto il Covid prima dei 9 anni. Si tratta per lo più di pazienti dai 9 ai 15 anni che arrivano per la prima volta in sede e vengono sottoposti a un controllo globale. A partire da una visita pneumologia, saturimetria e spirometria basale, ecografia polmonare, analisi sierologica per gli anticorpi da SARS-CoV2. A seconda delle esigenze cliniche e dell’età del paziente potranno essere eseguiti anche il test di broncoversibilità e quello del cammino. Ma anche una visita specialistica neurologica e psicologica. In realtà sono pochi i bambini che riscontrano problemi respiratori dopo il long Covid. Molti hanno invece problemi neuropsicologici. Sono soggetti spaventati dall’esperienza Covid tanto che in questi due anni di pandemia gli episodi di tentato suicidio tra i più giovani sono triplicati”.

Ma ci sono stati dei casi gravi nell’ultimo periodo?

“A metà giugno una bambina di 9 anni è arrivata al nostro Pronto Soccorso afasica e in stato confusionale. I genitori non sapevano che avesse avuto il Covid. Ma aveva un’ischemia causata da un trombo, molto raro nei bambini. L’abbiamo presa e salvata appena in tempo. Anche se risultata negativa ai test la bambina aveva avuto il Covid da poco tempo. Era positiva agli anticorpi Igm, quelli attivi durante e subito dopo l’infezione. Nei bambini normalmente il Covid si presenta in forma più leggera rispetto agli adulti. In casi molto rari si possono verificare gravi complicanze come la MIS-C (malattia infiammatoria multisistemica) o l’ischemia cerebrale”.

Quindi sarebbe bene fare i vaccini anche ai giovanissimi?

“Intanto vaccinare i ragazzi dai 12 anni in su, per i quali il vaccino è consentito, è il modo più efficace per evitare che i giovani possano contagiare gli adulti e tra loro le persone più a rischio di complicanze come gli anziani. Ma è anche l’unico modo per prevenire rare ma gravi malattie post Covid come appunto la trombosi cerebrale. O la MIS-C che si può manifestare quattro settimane dopo aver avuto l’infezione da Coronavirus”.

Si parla molto della variante Delta che sarebbe più infettiva. La preoccupa?

“I virus si modificano tutti. Come la variante dell’influenza per la quale tutti gli anni si fa di nuovo il vaccino. Si arriverà all’immunità di gregge anche per il Covi-19 e il virus diventerà endemico. Per cui gli anziani e le persone con comorbidità dovranno fare un richiamo ogni anno”.

Come sta andando il progetto dell’ambulatorio post Covid in questi pochi mesi di attività?

“Molto bene. Abbiamo appuntamenti già fissati da qui a febbraio 2022. Visitiamo di media 5 bambini al giorno. I genitori sono spaventati e hanno bisogno di aiuto. L’iniziativa è nata proprio dal malessere di molte famiglie con figli che hanno contratto l’infezione da SARS-Cov2 e che hanno poi sviluppato complicanze. Non solo polmonari, il coronavirus può causare anche problemi allergologici e neuro-psicologici, come anche cardiaci. Per questo motivo abbiamo deciso di condividere l’iniziativa con i colleghi specialisti del Dipartimento Materno Infantile dell’Umberto I. E abbiamo già aperto numerosi ambulatori in tutta Italia”.

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