Giornata Vittime di abusi, CEI: “Pronti ad ascoltarvi e accompagnarvi”

Mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, nella prima Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45
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Pregare per le vittime degli abusi, per coloro che hanno ricevuto sulla propria pelle e nel proprio cuore ferite così gravi. Ci vogliamo fare carico di questi dolori, chiedendo perdono. Ma vogliamo nello stesso tempo che questa iniziativa aumenti la coscienza e la responsabilità di tutto il popolo di Dio nei confronti dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti affidati alla nostra custodia in tutti i nostri ambienti, dalle parrocchie agli oratori e alle scuole”.

Così mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, presenta al Sir la prima Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti che si celebra oggi, giovedì 18 novembre.

Le iniziative in favore delle vittime di abusi

Varie sono le iniziative promosse a livello locale dalle diocesi. A Bolzano, per esempio, si terrà un convegno dal titolo: “Coraggio parliamone! Opportunità e sfide per elaborare l’abuso di potere e di violenza” dove parteciperanno anche persone che hanno vissuto esperienze di abuso.

A Piacenza in duomo si svolgerà una veglia di preghiera con il vescovo, mons. Adriano Cevolotto, mentre a Cuneo la Giornata si vivrà domenica 21 novembre e viene presentata come un’iniziativa che “indica la volontà della Chiesa italiana di ribadire e proseguire nella svolta di trasparenza e di ‘parresia’ in nome del Vangelo confermata dalle decisioni di questi ultimi anni”.

A Bologna si presenta alla città il Servizio diocesano con un convegno con il card. Zuppi, mentre domenica si vivrà la preghiera nelle comunità.

Mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili

“Chiediamo perdono alle vittime”

Per la Giornata di oggi, mons. Ghizzoni rivolge una parola alle vittime, agli abusatori ancora nascosti e alle comunità cattoliche in Italia. “Alle vittime – dice – chiediamo perdono ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza umana e soprattutto disponibilità ad accogliere la loro esperienza, ascoltare la loro storia e accompagnarle secondo le loro esigenze. Agli abusatori, invece, direi questo: qualunque cosa sia successa nella vostra vita, venite fuori, chiedete aiuto, parlate con degli esperti e affidatevi ad un accompagnamento psicologico e spirituale. Da soli non ne uscirete mai”. Infine un appello alle comunità: “Il Papa ci chiede di reagire tutti insieme perché per rendere sani e sicuri i nostri ambienti e le nostre attività bisogna che tutti facciano la propria parte”.

Ghizzoni (Cei): “Non abbiamo avuto ondata denunce”

“In tanti Paesi, non in tutti, ci sono state queste ondate di casi e denunce. Noi non l’abbiamo avuta. Ma questo non dipende dal fatto che la Chiesa italiana stia spegnendo, trascurando o tacitando le vittime o le denunce”, chiarisce mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, a chi ritiene che, rispetto a Paesi come Francia e Germania, in Italia questa piaga faccia fatica ad emergere in maniera così forte. “In realtà, anche in Italia questa piaga esisteva ed esiste”.

“Nei Paesi citati – osserva l’arcivescovo -, le denunce, le segnalazioni e i ricordi del passato si sono manifestati in gran numero anche per una dinamica particolare di reazione a catena. Anche in Italia, ci sono stati vari casi di reato, ma non c’è stata l’ondata che si è abbattuta altrove”.

E aggiunge: “Dalle notizie che raccogliamo in questi ultimi anni, molte diocesi si sono mosse e quando dei casi sono stati segnalati o denunciati, c’è stata una reazione di responsabilità ed un intervento secondo le norme e le Linee guida che ci siamo dati. Posso quindi dire con certezza che oggi in Italia questo si fa”.

In un’intervista rilasciata al Sir, mons. Ghizzoni elenca le iniziative più importanti prese dai vescovi italiani per contrastare il fenomeno e rendere gli “ambienti” della Chiesa sicuri. “Abbiamo predisposto una rete di referenti, responsabili dei Servizi diocesani per la tutela dei minori, presenti ed operativi in tutte le diocesi italiane”. Sul sito del Servizio nazionale per la tutela dei minori è possibile trovare l’elenco di tutte le diocesi con i relativi numeri di telefono e le e-mail a cui ci si può rivolgere. “Noi pensiamo che anche grazie a questo tipo di iniziativa, verranno fuori casi nuovi e del passato. Il referente e il centro di ascolto, laddove è nato, sono garanzia che la Chiesa diocesana si rende disponibile ad ascoltare e accompagnare”.

“Ci siamo dati poi delle Linee guida, approvate dai vescovi italiani che danno indicazioni forti”, prosegue Ghizzoni. “Uno di questi orientamenti, per esempio, è l’impegno morale dei vescovi a denunciare tutti coloro, compresi chierici e religiosi, che si sono macchiati di questo reato e a collaborare con la magistratura, in tutti i casi e sempre. È un impegno morale che va oltre la legge italiana”.

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