I vescovi latinoamericani ricordano i religiosi uccisi in Messico

I due gesuiti sono stati uccisi dopo aver aiutato un uomo ferito che si era rifugiato in chiesa per sfuggire ai sicari. I corpi sono stati portati via dai sicari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:07
I sacerdoti uccisi: a sinistra, Joaquín César Mora Salazar e, a destra, Javier Campos Morales

La Confederazione latinoamericana dei religiosi (CLAR) esprime in una nota la propria “indignazione per l’omicidio dei nostri confratelli sacerdoti Javier Campos Morales e Joaquín Cesar Mora Salazar, perpetrato il 20 giugno a Cerocahui, nello Stato di Chihuahua, in Messico. Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai nostri fratelli della Compagnia di Gesù, alla vita religiosa, alla Chiesa e a tutto il popolo di Dio che vive in Messico”.

“Si unisce alla preghiera, condanna questi atti violenti, chiede giustizia e riconosce la missione e il martirio di Javier e Joaquín. Il dolore dei nostri fratelli gesuiti e del popolo messicano è il dolore di Clar, della Chiesa e dell’umanità. Questa coraggiosa testimonianza dovrebbe incoraggiarci a continuare a essere presenti e a lavorare per la giustizia, la riconciliazione e la pace”.

L’attentato in chiesa

I due gesuiti sono stati uccisi, scrive il Sir, dopo che avevano tentato di aiutare una persona gravemente ferita che aveva tentato di rifugiarsi in chiesa per sfuggire ai sicari. I corpi dei due religiosi erano poi stati portati via dai sicari e non sono stati ancora ritrovati, nonostante gli appelli fatti dalle Istituzioni e dalla Chiesa locale.

Condoglianze e indignazione

Mons. Gustavo Rodríguez, arcivescovo dello Yucatán (Messico) e presidente della Rete ecclesiale ecologica mesoamericana (Remam), ha espresso la sua solidarietà alla comunità gesuita in Messico dopo l’assassinio dei sacerdoti.

Secondo la Remam, la testimonianza della dedizione e il sangue dei due gesuiti “incoraggiano a chiedere allo Spirito Santo il dono della parresia, quel coraggio evangelico, di testimoniare fermamente il Regno di Dio e denunciare con vigore la violenza, l’ingiustizia e le strutture del peccato che si oppongono al progetto di Gesù di Nazaret”.

L’annuncio della Compagnia di Gesù

La Compagnia di Gesù aveva denunciato l’omicidio dei sacerdoti gesuiti lo scorso 21 giugno, nel tardo pomeriggio, il giorno dopo la mattanza. “I Gesuiti del Messico, con profondo dolore, denunciano l’omicidio dei nostri fratelli Javier Campos Morales, S.J. e Joaquín César Mora Salazar, S.J., avvenuto ieri all’interno della chiesa della comunità di Cerocahui, Chihuahua. Condanniamo questi atti violenti, chiediamo giustizia e il recupero dei corpi dei nostri fratelli che sono stati portati via da persone armate”, avevano scritto nel comunicato diffuso ieri.

“Chiediamo che si prendano immediatamente tutte le misure di protezione per salvaguardare la vita dei fratelli gesuiti, delle religiose, dei laici e dell’intera comunità di Cerocahui. Atti come questi non sono isolati. Le montagne di Tarahumara, come molte altre regioni del Paese, affrontano condizioni di violenza e di oblio che non sono state risolte. Ogni giorno uomini e donne vengono arbitrariamente privati della vita”, continua il documento.

I gesuiti del Messico non taceranno di fronte alla realtà che lacera tutta la società. Continueremo ad essere presenti e ad operare per la missione di giustizia, riconciliazione e pace, attraverso le nostre opere pastorali, educative e sociali”, conclude il comunicato.

Ancora si cercano i corpi

Le autorità di Chihuahua hanno avviato un’operazione per ritrovare i corpi dei due sacerdoti e i responsabili del crimine. Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha riferito che il caso dell’omicidio dei due sacerdoti gesuiti è stato uno dei temi affrontati questa mattina dal Gabinetto di sicurezza del governo, e ha assicurato che “sarà condotta un’indagine completa”, sottolineando che ci sono già informazioni sui presunti autori dell’omicidio.

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in Messico, Guillermo Fernández Maldonado, ha affermato che i due sacerdoti facevano parte dell’équipe di religiosi e laici che da più di due anni svolge “importante lavoro sociale” con la comunità indigena decenni.

Da parte sua, Luis Gerardo Moro Madrid, provinciale della Compagnia di Gesù in Messico, ha condannato gli eventi in un comunicato stampa. “Sono stati uccisi nel contesto delle violenze che questo Paese sta vivendo, dopo aver tentato di difendere un uomo che cercava rifugio nel tempio ed era perseguitato da una persona armata”, ha detto.

“Chiediamo giustizia e il recupero dei corpi dei nostri fratelli che sono stati prelevati dal tempio da persone armate”, ha aggiunto. Il sacerdote ha anche denunciato le violenze che affliggono il nord del Messico, dove le persone vengono arbitrariamente uccise “ogni giorno”.

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