Ucraina, Papa: “La guerra è un’immane tragedia”

Il messaggio integrale di Papa Francesco ai partecipanti al convegno Internazionale "'Adamo, dove sei?' La questione antropologica oggi" organizzato in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27
Papa Francesco (Immagine di repertorio. Copyright: Vatican News)

“Il mondo attraversa oggi una profonda crisi antropologica, una crisi di senso a cui la Chiesa ha il dovere di rispondere in modo adeguato ed efficace”. Lo sottolinea Papa Francesco nel Messaggio ai partecipanti al convegno Internazionale “Adamo, dove sei?” La questione antropologica oggi, organizzato in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana, che ha luogo oggi, presso l’Aula Magna dell’Ateneo.

“Davanti ai nostri occhi si consuma ancora una volta – scrive il Papa nel messaggio – l’immane tragedia della guerra, che è la peggiore conseguenza della distruttività umana, individuale e sistemica, che non viene presa sufficientemente sul serio e non viene dovutamente curata ed estirpata alla radice. Così, davanti all’imperativo di imparare a dire no al male, di sollevare quanti sono feriti o offesi nella loro dignità e all’urgenza di formare persone capaci a loro volta di forgiare formatori con una solida preparazione antropologica, la Chiesa continua ad aspettarsi, dal vostro Istituto – indica il Papa rivolto alla Gregoriana – , un servizio di qualità basato sulle conoscenze della psicologia con gli apporti della teologia e della filosofia”.

Pubblichiamo di seguito il Messaggio integrale che Papa Francesco ha inviato ai partecipanti al Convegno Internazionale “Adamo, dove sei?” La questione antropologica oggi”.

Il messaggio integrale di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle! Vi siete riuniti oggi nella Pontificia Università Gregoriana per celebrare il 50° anniversario di fondazione dell’Istituto di Psicologia. A tutti voi rivolgo di cuore il mio saluto e, augurando un proficuo incontro, esprimo viva riconoscenza a quanti sono stati gli iniziatori e gli artefici di tale impresa accademica.

L’Istituto di Psicologia nacque sull’onda dell’aggiornamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II, che esortava: «Nella cura pastorale si conoscano sufficientemente e si faccia uso non soltanto dei principi della teologia, ma anche delle scoperte delle scienze profane, in primo luogo della psicologia e della sociologia, cosicché i fedeli siano condotti a una più pura e più matura vita di fede» (Cost. past. Gaudium et spes, 62). Nel mezzo secolo trascorso avete accolto questa sfida, portando avanti con coraggio l’approccio interdisciplinare nella cura pastorale dei fedeli, sia nel campo della ricerca e delle numerose pubblicazioni, sia nella prassi pastorale e formativa. Seguendo il principio ignaziano della cura personalis, avete preparato specialisti capaci di integrare spiritualità e psicologia nelle attività apostoliche ed educative, in diversi contesti geografici e culturali della Chiesa. Come unità accademica dell’Università Gregoriana avete già formato nella scienza e nell’arte della cura personale più di mezzo migliaio di uomini e donne, provenienti da molteplici culture nei diversi continenti. Essi, a loro volta, in collaborazione con il vostro Istituto, in questi decenni hanno dato origine a una quindicina di centri specializzati per formatori, in diverse regioni dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia e in Europa.

Il convegno odierno non mira, però, a contemplare il passato, ma, ricevendone la preziosa eredità, è volto ad affrontare le sfide del futuro. La domanda posta dal tema: “Adamo, dove sei?” (cfr Gen 3,9), nella situazione attuale del mondo risuona con grande forza, ci interroga, ci scuote e ci invita a un serio esame di coscienza e alla conversione. Il mondo attraversa oggi una profonda crisi antropologica (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 55), una crisi di senso a cui la Chiesa ha il dovere di rispondere in modo adeguato ed efficace.

Davanti ai nostri occhi si consuma ancora una volta l’immane tragedia della guerra, che è la peggiore conseguenza della distruttività umana, individuale e sistemica, che non viene presa sufficientemente sul serio e non viene dovutamente curata ed estirpata alla radice. Così, davanti all’imperativo di imparare a dire no al male, di sollevare quanti sono feriti o offesi nella loro dignità e all’urgenza di formare persone capaci a loro volta di forgiare formatori con una solida preparazione antropologica, la Chiesa continua ad aspettarsi, dal vostro Istituto, un servizio di qualità basato sulle conoscenze della psicologia con gli apporti della teologia e della filosofia. La vostra missione è a servizio della promozione della persona umana e del continuo processo di evangelizzazione, che si realizza traducendo nel concreto dell’esistenza umana il dono supremo della Redenzione compiuto dal Signore Gesù Cristo.

Auspico pertanto che le celebrazioni del 50º anniversario dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana rinnovino in voi l’impegno della ricerca, dell’insegnamento e della cura per le persone. Così voi siete al servizio della Chiesa in uscita verso le periferie esistenziali degli uomini e delle donne di oggi, nella diversità delle loro culture ma accomunati dal bisogno di sostegno e slancio per affrontare i disagi e le sfide della vita. Vi ringrazio per questo vostro contributo, che corrisponde alla missione propria della Pontificia Università Gregoriana, al servizio della missione della Chiesa. Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.

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