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Perù, la Chiesa a difesa della vita minacciata dall’eutanasia

Perù: sentenza apre all’eutanasia. Vescovi, “organo dello Stato non può cercare di cambiare una norma costituzionale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Eutanasia

In Perù la Chiesa si mobilita a difesa della vita. Grido d’allarme dei vescovi peruviani contro l’eutanasia. Affermano i presuli del Paese sudamericano: “L’eutanasia sarà sempre una strada sbagliata. Perché è un attacco contro il diritto inalienabile alla vita. Provoca direttamente la morte di un essere umano. E quindi è un atto intrinsecamente cattivo in tutte le occasioni e circostanze”.Eutanasia

Sos eutanasia

Mobilitazione, dunque dell’episcopato peruviano contro l’eutanasia che mette in pericolo la salvaguardia della sacralità della vita. I vescovi si appellano alla costituzione del Perù. “Stabilisce chiaramente che l’obiettivo supremo della società e dello Stato è la difesa della persona umana. E il rispetto della sua dignità. Ciò significa prendersi cura. Rispettare. Promuovere la vita. Dal concepimento al suo termine naturale“, osservano i presuli.Eutanasia

Procedure

“Nessuna autorità può legittimamente imporre o consentire visioni diverse“, ricordano i vescovi. La Conferenza episcopale peruviana ha diffuso un messaggio. In seguito alla sentenza della Corte superiore di Giustizia di Lima. Che ha ordinato al pubblico ministero e all’ente sanitario Essalud di rispettare la scelta della cittadina Ana Estrada Ugarte. Ossia la possibilità di decidere di porre fine alla sua vita quando sarà il momento. E di stabilire “le procedure per garantire l’esecuzione dell’eutanasia per la suddetta signora”. La paziente soffre di una polimiosite progressiva incurabile.Eutanasia

Eutanasia contro sacro principio

“Comprendiamo la sofferenza che Ana Estrada Ugarte sta affrontando a causa della sua malattia. Solidarizziamo con lei. Le offriamo la nostra preghiera e vicinanza. Affinché, in mezzo al dolore e all’angoscia che ha dovuto vivere, apra il suo cuore alla fede. Alla misericordia. E all’amore di Dio”, scrivono i vescovi. Al tempo stesso “è contraddittorio e non dovrebbe essere tollerato che un organo dello Stato peruviano cerchi di cambiare una norma costituzionale. E promuova azioni contro questo sacro principio”.

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