Papa Francesco: “Senza amore la vita e la fede rimangono sterili”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

Gesù ci rivela ciò che veramente conta ed è essenziale nella nostra vita: l'amore. “Esso dà slancio e fecondità alla vita e al cammino di fede: senza l’amore, sia la vita sia la fede rimangono sterili”. Con queste parole Papa Francesco commenta il brano evangelico di questa domenica. Affacciandosi su una piazza San Pietro minacciata da un cielo plumbeo,  il Pontefice ricorda il “sogno” che Dio ha per ogni uomo, ovvero “renderci partecipi della sua vita” e “amare con Lui tutte le altre persone”. Un sogno che si può realizzare solo con la grazia che viene da Dio stesso. Poi un monito: “Possiamo compiere tanti precetti e azioni buone, ma senza amore è tutto vano

La legge più importante

La liturgia di questa domenica presenta un brano evangelico “breve, ma molto importante (cfr Mt 22,34-40)”. Un gruppo di Farisei rivolge una domanda, che il Papa definisce “insidiosa” a Gesù: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. A rivolgergliela è un dottore della legge. L'obiettivo è mettere alla prova Cristo, perché, “nella Legge di Mosè sono menzionati oltre seicento precetti – fa notare il Pontefice -. Come distinguere, tra tutti questi, il grande comandamento?”. La risposta di Gesù è immediata, “senza esitazioni”: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. E aggiunge: “Amerai il tuo prossimo come te stesso“. Una risposta, secondo Bergoglio, per nulla scontata poiché “tra i molteplici precetti della legge ebraica, i più importanti erano i dieci Comandamenti come condizioni del patto di alleanza con il popolo”. In realtà, sottolinea il Papa, “Gesù vuole far capire che senza l’amore per Dio e per il prossimo non c’è vera fedeltà a questa alleanza con il Signore”. Poi, a braccio, lancia un monito: “Tu puoi fare tante cose bene, tante preghiere, tante buone azioni e seguire tutti i precetti, ma se tu non hai amore queste pratiche non servono a niente“.

A supporto di questa tesi, il Santo Padre cita un altro testo del Libro dell’Esodo, detto “codice dell’alleanza”, “dove si dice che non si può stare nell’Alleanza con il Signore e maltrattare quelli che godono della sua protezione”. Chi sono queste persone? “La vedova, l’orfano e lo straniero, il migrante”, ovvero gli uomini più soli e indifesi. “Rispondendo a quei farisei che lo avevano interrogato, Gesù cerca anche di aiutarli a mettere ordine nella loro religiosità – spiega il Papa -, a ristabilire ciò che veramente conta e ciò che è meno importante“. Gesù dice: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”. E Cristo, aggiunge il Pontefice, “ha vissuto proprio così la sua vita: predicando e operando ciò che veramente è essenziale, cioè l’amore. L’amore dà slancio e fecondità alla vita e al cammino di fede: senza l’amore, sia la vita sia la fede rimangono sterili“.

Il “sogno” di Dio

Secondo Francesco, quello che Gesù propone “in questa pagina evangelica è un ideale stupendo, che corrisponde al desiderio più autentico del nostro cuore”. “Noi siamo stati creati per amare ed essere amati – spiega -. Dio, che è Amore, ci ha creati per renderci partecipi della sua vita, per essere amati da Lui e per amarlo, e per amare con Lui tutte le altre persone”. Ecco il “sogno” di Dio per l’uomo. Ma per realizzarlo “abbiamo bisogno della sua grazia, di ricevere in noi la capacità di amare che proviene da Dio stesso“. Ecco il motivo per cui “Gesù si offre a noi nell’Eucaristia”: “in essa riceviamo il suo Corpo e il suo Sangue, cioè riceviamo Cristo nell’espressione massima del suo amore, quando Egli ha offerto sé stesso al Padre per la nostra salvezza”.

Infine, una preghiera alla Vergine Maria, affinché aiuti i cristiani ad accogliere nella “nostra vita il 'grande comandamento' dell’amore di Dio e del prossimo. Se anche lo conosciamo fin da quando eravamo bambini, non finiremo mai di convertirci ad esso e di metterlo in pratica nelle diverse situazioni in cui ci troviamo”. Quindi, dopo l'Angelus, il tradizionale saluto: “A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

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