Papa Francesco: “Non ignoriamo il grido dei nostri fratelli cristiani in Medio Oriente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51

Nessuno deve rimanere “cieco davanti alle sofferenze” dei fratelli cristiani in Medio Oriente che “per guerre fratricide e fanatismi religiosi, sono costretti ad abbandonare le loro case o sono forzati a lasciare le loro terre”. E’ quanto scrive Papa Francesco in un messaggio, a firma del cardinale Segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, scritto in occasione del 135mo raduno dei Cavalieri di Colombo, svoltosi a St. Louis, e che quest’anno ha come tema: “Sicuri dell’Amore e del Potere di Dio”. Il Pontefice esprime la propria gratitudine per il loro supporto a questi cristiani perseguitati, e li incoraggia a pregare “per coloro che sono nella necessità; per la conversione dei cuori; per la fine della spirale di violenza, odio e ingiustizie in quell’area del mondo“. Inoltre, Bergoglio identifica proprio nell’esperienza dell’amore e della potenza di Dio e nella tradizione della storia dell’Ordine, il vero carisma dei Cavalieri, “unione fraterna e caritatevole di laici, lavoratori, mariti e padri“.

Contro la cultura dello scarto

Il Papa, citando San Paolo (“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” Rm 8,31), ancora una volta invita a combattere contro “la crescita di una cultura globale dell’indifferenza che scarta i fratelli e le sorelle più deboli” e alla speranza che, attraverso il reale convincimento dell’infinita forza di Dio “i Cavalieri possano generosamente rispondere a questa sfida” rinforzando “la propria vocazione laica per lottare a favore della santificazione del mondo, svolgendo le quotidiane responsabilità con spirito evangelico e rivelando Cristo con la testimonianza della propria vita. In questo modo – prosegue il cardinale – aiuteranno a creare solide fondamenta per una società rinnovata”, “cambiare i cuori e costruire la pace”.

Il mondo è la nostra casa

Infine, come riporta la Radio Vaticana, il Santo Padre si dice ammirato dall’incessante sforzo dei Cavalieri nel difendere la famiglia, promuovendo la santità del matrimonio, la bellezza e dignità della vita familiare. Nel messaggio, facendo riferimento alla sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, Bergoglio sottolinea lo stretto legame “tra la santità della vita familiare e quella della società intera”. “E’ nella famiglia – conclude – che impariamo a concepire il mondo come la nostra casa, nella quale siamo chiamati a vivere insieme, ad imparare la prossimità, il rispetto, il prendersi cura dell’altro e a considerare i doni ricevuti da Dio, come un bene da offrire per il bene di tutti”.

La situazione dei cristiani in Medio Oriente

E’ in crescita la persecuzione dei cristiani nel mondo. A gennaio, dal report dell’organizzazione internazionale “Porte Aperte”, che ogni anno stila la lista nera dei 50 Paesi dove i cristiani sono oppressi, vessati, discriminati, ma anche oggetto di abusi e violenze a causa della loro fede religiosa, si apprende che sono oltre 215 milioni i fedeli perseguitati, di cui 1 su 3 in maniera grave. Nei giorni scorsi, secondo un nuovo rapporto, intitolato “Understanding the recent movements of Christians leaving Syria and Iraq”, si viene a sapere che la popolazione cristiana totale dell’Iraq si sia ridotta dagli oltre 300.000 del 2014 ai 200.000-250.000 attuali (molti dei quali sono sfollati interni). Secondo le ong, in Siria la popolazione cristiana di circa 2 milioni nel 2011 si sia quasi dimezzata.

Il nuovo rapporto di “Porte Aperte”

“I fattori che hanno determinato la partenza includono la violenza dei conflitti, compresa la distruzione quasi totale di alcune città storicamente cristiane nella piana di Ninive (nel nord dell’Iraq), l’emigrazione di altri e la perdita di comunità, il tasso d’inflazione, la perdita di opportunità di lavoro e la mancanza di opportunità educative“, osserva il rapporto. “Mentre la violenza diretta, come quella provocata dai movimenti del Daesh, sia in Iraq che in Siria, era il punto di forza per lo spostamento. La decisione finale di lasciare i paesi è stata rappresentata da un insieme di fattori nel tempo“.

L’80% della popolazione cristiana è in fuga

Dall’arrivo dell’Isis, tre anni fa, il nuovo rapporto afferma che tra il 50% e 80% della popolazione cristiana dell’Iraq e della Siria è emigrata dall’inizio della guerra siriana nel 2011. In realtà, la conquista del Daesh rappresenta, de facto, solo il raggiungimento dell’apice di una tendenza già cominciata, secondo il report, nel momento in cui i cristiani hanno sperimentato una “perdita globale di speranza per un futuro sicuro”. Non solo. Il dossier, infatti, sottolinea che i cristiani stabilitisi altrove, hanno “pochi incentivi” a tornare nei loro Paesi di origine. Diversi intervistati sono convinti che “il Medio Oriente non è più una casa per i cristiani“.

 

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