“Un’opportunità per riscoprirne il senso”. A Viterbo stop a padrini e madrine nei battesimi e nelle cresime

Diocesi: Viterbo, sospeso “ad experimentum” il ruolo di padrino e madrina nel battesimo e nella cresima

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

Stop a padrini e madrine. Il vescovo di Viterbo, monsignor Lino Fumagalli si augura che il provvedimento diventi un’opportunità. Offra, cioè, alle comunità “l’occasione per assumere pienamente una sfida“. Quella di “ridare a tali figure un ruolo”. Ossia il ruolo che da sempre la Chiesa ha consegnato loro. E che, “purtroppo oggi si è ridotto a un adempimento formale”. Nella maggior parte dei casi. Il decreto era già stato promulgato il 1° novembre 2020 “per favorire un progressivo adeguamento alla nuova normativa”.padrini

Sospesi padrini e madrine

Dal 1° settembre sospeso “ad experimentum” per due anni il ruolo di padrino e madrina. Nei sacramenti del battesimo e della cresima. Nella diocesi di Viterbo. Lo prevede un decreto firmato dal vescovo. Monsignor Lino Fumagalli. La decisione, riferisce il Sir, è maturata dopo una “riflessione”. E un confronto con il “Consiglio presbiterale. E con il presbiterio”. L’attuale mutato contesto socio-ecclesiale “ci richiede un coraggioso discernimento“. Per “verificare e, se necessario, ripensare tanti aspetti. Delle nostre prassi pastorali. Perché ora non ci serve una ‘semplice amministrazione‘. Ma è necessario disporsi in un stato permanente di missione”. Si legge nel decreto.Catechismo

Ruolo

Sono sintetizzate nel documento episcopale le ragioni che hanno spinto alla decisione. “Nella maggior parte dei casi, la scelta di padrini e madrine è compiuta con finalità e motivazioni diverse. Da quelle richieste dal loro ruolo specifico. E la loro presenza è spesso ridotta ad un adempimento formale. In cui la dimensione della fede non è tenuta in alcun conto. Vanno aumentando i casi di impedimenti giuridici per il compimento del loro ufficio. E’ crescente, inoltre, la sofferenza e il disagio dei parroci, Non compresi e avversati di fronte all’impossibilità di accogliere la scelta di alcuni padrini e madrine”.

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