Mons. Marcianò (Omi): “Giudice Livatino profeta di integrità”

L'omelia dell'arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia (Omi) nella Messa celebrata nella chiesa di San Domenico di Canicattì dove si è concluso domenica il pellegrinaggio in onore del beato Rosario Livatino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27
Catania
Rosario Livatino e il luogo dell'omicidio

“Una testimonianza preziosa di vita cristiana tradotta in servizio di bene comune. Era un giudice integerrimo che non si è mai lasciato corrompere. Vorrei definirlo così: un profeta di integrità che significa totalità”. Così mons. Santo Marcianò, arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia (Omi), nella Messa celebrata ieri nella chiesa di San Domenico di Canicattì, dove si è concluso il pellegrinaggio in onore del beato Rosario Livatino.

L’associazione per l’Assistenza spirituale alle Forze armate (Pasfa) ha dedicato una tre giorni di visite ai luoghi legati alla memoria del magistrato ucciso dalla Stidda e proclamato beato il 9 maggio scorso.

Mons. Marcianò: “Livatino credeva nella giustizia”

“La corruzione – ha detto l’arcivescovo castrense – consuma lentamente e si rende evidente quando ha ormai divorato chi la pratica. Rosario Livatino ha lottato contro la corruzione anche riguardante la giustizia. Non lo ha fatto con armi o dichiarazioni ridondanti ma con una vita posta al servizio della giustizia. Ci credeva nella giustizia, non la praticava, la viveva. In una commemorazione funebre di un suo collega parlando del lavoro del giudice diceva: ‘c’è chi vede nelle tavole processuali solo un informe cumulo di carte e chi vi scorge dei drammi umani, delle vite che soffrono ed è consapevole di quanto una decisione potrà lenire’. Livatino desidera essere strumento di giustizia per coloro che sono oppressi dalla criminalità organizzata. Rosario è fedele a Dio, alla sua gente, alla sua famiglia, la terra che lo ha educato ai valori autentici della cultura cristiana che lui ha incarnato anzi superato”.

Riferendosi al Vangelo di Marco sulla donazione al tesoro da parte della povera vedova, mons. Marcianò (riportato dal Sir) ha poi aggiunto: “Il giudice Livatino non ha fatto scelte latrici di fama ma, come la vedova, non ha avuto paura di essere visto anche se sapeva che agli occhi sbagliati ciò poteva costituire un pericolo”.

“Ci aiuti il suo motto, Sub tutela Dei, a sentirci sotto lo sguardo di Dio, come la vedova del Vangelo che fu sotto lo sguardo di Gesù, amorevole e giusto perché colmo di amore verso i più poveri, verso i quali Rosario Livatino ha sacrificato se stesso in un martirio che lo ha reso profeta di integrità”.

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