La sposa del prete

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

“Anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età…”. Così cantava Lucio Dalla nella sua “L’anno che verrà”. Era il 1978 e quel pronostico su una revisione del celibato ecclesiastico si è rivelato nient’altro che una licenza poetica del cantautore bolognese.

La Chiesa cattolica cosa dice

Nonostante il dibattito sul tema resti sempre caldo, infatti, nella Chiesa cattolica di rito latino il celibato dei preti continua ad essere una prassi. Non sono mai mancati, anche all’interno della stessa Chiesa, quanti vorrebbero che il vento riformista soffiasse nella camera da letto dei sacerdoti. Ma il Codice di Diritto canonico negli anni non è cambiato al riguardo e nella sua ultima versione del 1983 continua a sancire l’impedimento per l’uomo sposato di ricevere gli ordini, “a meno che non sia legittimamente destinato al diaconato permanente”.

Il riferimento è ancora l’enciclica Sacerdotalis caelibatus del 1967 scritta da Paolo VI, nella quale si afferma che “il celibato sacerdotale, che la Chiesa custodisce da secoli come fulgida gemma, conserva tutto il suo valore anche nel nostro tempo”.

Che succede nelle Chiese protestanti

Questo valore cui faceva riferimento Papa Montini cinquant’anni fa, emerge in modo lampante ancora oggi facendo un confronto con le Chiese cristiane in cui questa disciplina del celibato ecclesiastico non è presente. Recentemente l’istituto di ricerche statunitense LifeWay Research ha condotto uno studio sulle mogli dei “preti”, dal quale risulta che la vita matrimoniale con un ministro del culto è tutt’altro che facile e viepiù stressante.

Il sondaggio ha preso in esame 720 donne coniugate con ministri del culto di varie confessioni cristiane: battista, luterana, metodista e di altri gruppi evangelici. In generale, le donne intervistate affermano in maggioranza di ritenersi “soddisfatte” della loro vita, tuttavia determinati aspetti rendono evidente la presenza di difficoltà.

Come vive la moglie di un “prete”

Risulta anzitutto che dividere la propria vita con un “prete” rende problematico coltivare amicizie: il 69 per cento di queste donne rivela di avere poche persone su cui poter contare al di fuori della famiglia. Del resto non c’è da stupirsi, se quasi la metà di loro, il 49 per cento, afferma di essere oggetto di pettegolezzi all’interno della propria comunità cristiana.

Le malelingue sono forse foraggiate da un altro aspetto che viene fuori dallo studio, ossia la costante inadempienza del marito “prete”, suo malgrado, alla vita familiare. Il 59 per cento afferma, infatti, che l’impegno sacerdotale limita la vita familiare. Ed ancora: il 68 per cento ritiene di non poter contare “molto” sul proprio consorte quando si sente sotto stress.

Motivi di stress che sembrano non mancare nell’esperienza di una donna sposata con un prete. Il 30 per cento sottolinea che la propria famiglia non ha abbastanza riservatezza, mentre il 38 per cento dice che le aspettative nei confronti dei figli dei preti siano eccessive da parte degli altri membri della comunità. C’è poi un 86 per cento delle intervistate il quale avverte che la propria comunità si aspetta che quello del pastore sia un matrimonio modello.

“Una grande pressione” essere coniugate a un prete

“Spesso le chiese hanno aspettative irrealistiche nei confronti della coniuge del pastore”, spiega Kathy Litton, consulente nazionale per i coniugi pastori di una organizzazione della Chiesa Battista negli Stati Uniti. “Avvertono che la loro famiglia ha bisogno di essere perfetta  – prosegue la Litton, che è stata sposata con un reverendo per quarant’anni -. Quando le congregazioni dipingono quell’immagine per te, questa è una grande pressione”.

Tra le preoccupazioni delle mogli dei preti, anche l’aspetto finanziario. Il 60 per cento ammette che lo stipendio di un prete risulta insufficiente per mantenere una famiglia. Il 47 per cento ha paura di non essere in grado di risparmiare denaro per il futuro.

Fede e problemi

Va rilevato che le evidenti difficoltà non fiaccano la fede di queste donne. Malgrado tutto ciò, il 79 per cento ritiene soddisfacenteil proprio ruolo nel ministero ecclesiastico. Tradotto: la maggior parte di costoro sono felici di aver sposato un “prete”.

Restano però le problematiche. La metà delle donne interpellate dagli autori del sondaggio non esitano a dichiarare che vivono questa realtà come pesci costretti a nuotare nell’ambito ristretto e coercitivo di un acquario. È anche per questo che negli Stati Uniti sono sorti diversi gruppi di assistenza ed accompagnamento alle mogli dei reverendi.

La posizione di Papa Francesco

Come Papa Francesco ha fatto presente durante un’intervista del 2014 in aereo, il celibato dei preti cattolici “non è dogma di fede” e “c’è sempre la porta aperta”. Ma numeri come quelli che emergono dal sondaggio condotto negli Stati Uniti, rendono oltremodo condivisibile la frase successiva pronunciata in quell’occasione dal Santo Padre: “In questo momento abbiamo cose più forti da intraprendere”. Il pronostico di Lucio Dalla per ora resta una licenza poetica.

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