Indigeni vittime di discriminazioni e violenze

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31

Nel 2016 tra le popolazioni indigene del Brasile si sono verificati 118 omicidi, 106 suicidi e 735 casi di mortalità infantile. Lo rileva il rapporto annuale del Consiglio Indigenista Missionario (Cimi), organo legato alla Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb).

Particolarmente preoccupante è il dato sulle morti infantili, cresciute del 23% rispetto al 2015. Si tratta di morti per malattie perfettamente curabili, come la polmonite e gastro-enterite, evidenzia il rapporto secondo il quale questa situazione è il risultato dell’inefficienza delle strutture sanitarie regionali alle quali è affidata l’assistenza di queste popolazioni

Proprio domenica scorsa Papa Francesco ha indetto un Sinodo “speciale” per la regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nel mese di ottobre 2019. Sarà un modo per dar voce ai pastori che operano in quella zona del Pianeta, tra enormi difficoltà.

Uno di loro, il presidente del Cimi, mons. Roque Paloshi, arcivescovo di Porto Velho, in Amazzonia, rileva che le cause di questi dati vanno ricercate nell'intolleranza istigata pubblicamente da numerosi rappresentanti istituzionali. Queste persone che disprezzano i diritti costituzionali delle popolazioni native – denuncia l’arcivescovo, come riporta la Radio Vaticana – incoraggiano deliberatamente gli agricoltori a ricorrere ad ogni mezzo per ostacolare le iniziative di queste comunità, spogliate dei loro beni e calpestate nei loro diritti.

Il rapporto denuncia anche la drastica riduzione degli stanziamenti alla Fondazione nazionale dell’Indiano (Funai), organismo pubblico, incaricato di difendere i diritti delle popolazioni indigene garantiti dalla Costituzione del 1988, e all’Istituto nazionale della colonizzazione e della riforma agraria (Incra), incaricato di ridistribuire le terre occupate abusivamente, ai piccoli contadini e alle comunità native.

Anche per Cleber Cézar Buzatto, segretario esecutivo del Cimi, le violazioni dei diritti e le violenze sono una conseguenza diretta delle politiche incostituzionali dello Stato brasiliano verso i popoli autoctoni. Buzatto punta il dito anche contro il tentativo di imporre l’ideologia sostenuta dall’attuale Esecutivo di “un solo Paese per un solo popolo”.

Altro punto sollevato dal rapporto del Cimi è infine la difficoltà di ottenere dagli organismi competenti dati precisi sulle violenze contro gli indigeni che permetterebbero un’analisi più approfondita sugli autori e i loro moventi.

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