La Chiesa si schiera con la popolazione del Tigray vittima di saccheggi e scorrerie

Saccheggi e scorrerie a danno della popolazione locale nel conflitto del Tigray; appello per i rifugiati eritrei. Sos di padre Mussie Zerai, sacerdote eritreo dell’eparchia di Asmara che è in continuo contatto con i sacerdoti tigrini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

Sos a Fides di padre Mussie Zerai, sacerdote eritreo dell’eparchia di Asmara che è in continuo contatto con i sacerdoti tigrini. Gli abitanti di Macallè, in Tigray, hanno paura. Dopo i combattimenti di novembre, la città è sotto il controllo delle forze federali etiopi. Ma non è ancora sicura. Bande di delinquenti locali effettuano scorrerie saccheggiando centri sanitari, negozi, magazzini. Anche gli stessi militari di Addis Abeba effettuano continue perquisizioni. La Chiesa è mobilitata sul posto in soccorso di chi soffre. Una sfida impari di fronte alla tragedia di guerra civile in rapido peggioramento.Saccheggi

Allarme saccheggi e violenze

“Se trovano materiale prezioso (anelli, collane, ecc.) li sequestrano – spiega all’agenzia misionaria vaticana abba Mussie Zerai– se trovano armi, foto o insegne del Tplf scattano gli arresti. La gente è insicura. Teme queste incursioni nelle proprie case”. Tplf  è il partito tigrino che ha guidato la rivolta contro il governo di Addis Abeba.  Dal Tigray arrivano anche voci di una presenza di militari eritrei a Macallè. Le voci si rincorrono, ma senza una conferma ufficiale. I soldati di Asmara sarebbero impegnati a fianco dei soldati dell’esercito federale etiope.Fame

Fermati e spariti

“Da tempo si parla di una presenza di eritrei– precisa padre Mussie-. Ma ne dubito. Nella guerra in Tigray, l’alleanza tra Eritrea ed Etiopia è un dato assodato. Non penso che reparti eritrei siano in loco. Nessuna fonte sentita sul posto me l’ha confermato” .Certa è l’attività delle forze eritree al confine. Secondo fonti locali, soldati eritrei avrebbero arrestato e portato via dai villaggi un centinaio di persone irob. Si tratta di un’etnia che vive parte in Eritrea, parte in Etiopia. Non si sa che fine abbiano fatto e perché siano stati fermati. Si sa solo che sono spariti. Pur non avendo avuto alcun ruolo nel conflitto in Tigray.

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