Kim invita il Papa a Pyongyang

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48

Kim Jong-un ha invitato ufficialmente Papa Francesco a Pyongyang. Ad annunciarlo è stato il portavoce della Casa Blu, l'ufficio presidenziale sud-coreano, Kim Eui-kyeom, precisando che a portare l'invito al Pontefice sarà Moon Jae-in, il quale sarà ricevuto il 17 e il 18 ottobre in Vaticano. 

Moon in Vaticano

“Il presidente Kim ha detto che accoglierà calorosamente il Papa, se visiterà Pyongyang”, ha spiegato il portavoce. Il leader sudcoreano, oltre a riferire il messaggio del suo omologo del Nord, cercherà il sostegno del Santo Padre negli sforzi per la pace e la stabilità nella penisola. 

Senza libertà

Corea del Nord e Vaticano non hanno rapporti diplomatici, ma l'invito non è il primo rivolto a un Pontefice dal regime della famiglia Kim. Era già accaduto nel 2000, quando fu il padre di Kim, Kim Jong-il, a invitare a Pyongyang l'allora Papa Giovanni Paolo II. La libertà religiosa in Corea del Nord è pressocché confinata ad alcune strutture che possono operare sotto il controllo dello Stato e l'unica Chiesa Cattolica operante in Corea del Nord, scrive oggi il Japan Times, non è riconosciuta dal Vaticano: prima che andasse al potere in Corea del Nord il nonno di Kim – Kim Il-sung, fondatore del Paese – Pyongyang era nota per avere più cristiani di qualsiasi altra città nella penisola coreana.

Mossa strategica

L'invito di Kim al Papa ha già generato i primi commenti. Tra questi, il quotidiano giapponese cita quello di Mintaro Oba, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa. “L'invito di Kim Jong-un al Papa a Pyongyang è una mossa coraggiosa e inaspettata“, ha commentato su Twitter, “ma fa interamente parte del desiderio della Corea del Nord di avere il controllo della narrativa globale pubblica, e di modellare un discorso in cui e' il motore della pace”. Lo stesso Papa Francesco, ha ricordato l'ex diplomatico americano, si era già espresso favorevolmente sul riavvicinamento tra le due Coree, e a giugno scorso aveva incontrato a Ginevra rappresentanti sia della Corea del Sud che della Corea del Nord per promuovere l'unità tra i cristiani.

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