IL SANTO PADRE CONTRO CHI SEMINA ZIZZANIA: “LE CHIACCHIERE SONO TERRORISMO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Nella Chiesa, troppo spesso, si seminano divisioni e zizzania. Papa Francesco, durante l’omelia mattutina a Santa Marta, la definisce una malattia. I cristiani, invece, sarebbero chiamati a pacificare e riconciliare, come ha fatto Gesù. ”La pace è opera di Gesù” di quel suo ”abbassarsi per obbedire fino alla morte e morte di Croce”. ”E quando noi parliamo di pace o di riconciliazione, piccole riconciliazioni, dobbiamo pensare alla grande pace e alla grande riconciliazione” che ”ha fatto Gesù. Senza di Lui non è possibile la pace. Senza di Lui non è possibile la riconciliazione”. ”Il compito nostro” – ha sottolineato Bergoglio – in mezzo alle ”notizie di guerre, di odio, anche nelle famiglie” – è essere ”uomini e donne di pace, uomini e donne di riconciliazione”. ”E ci farà bene domandarci – ha proseguito – ‘Io semino pace? Per esempio, con la mia lingua, semino pace o semino zizzania?’. Quante volte abbiamo sentito dire di una persona: ‘Ma ha una lingua di serpente!’, perché sempre fa quello che ha fatto il serpente con Adamo ed Eva, ha distrutto la pace. E questo è un male, questa è una malattia nella nostra Chiesa: seminare la divisione, seminare l’odio, seminare non la pace. Ma questa è una domanda che tutti i giorni fa bene che noi ce la facciamo: ‘Io oggi ho seminato pace o ho seminato zizzania?’. ‘Ma, alle volte, si devono dire le cose perché quello e quella…’: con questo atteggiamento cosa semini tu?”.

Se una persona, durante la sua vita, non fa altra cosa che riconciliare e pacificare la si può canonizzare: “quella persona è santa” ha spiegato Francesco. Occorre dunque “crescere in questo, dobbiamo convertirci: mai una parola che sia per dividere, mai, mai una parola che porti guerra, piccole guerre, mai le chiacchiere. Io penso: cosa sono le chiacchiere? Eh, niente, dire una parolina contro un altro o dire una storia: ‘Questo ha fatto…’. No! Fare chiacchiere è terrorismo perché quello che chiacchiera è come un terrorista che butta la bomba e se ne va, distrugge: con la lingua distrugge, non fa la pace. Ma è furbo, eh? Non è un terrorista suicida, no, no, lui si custodisce bene”.

 

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