Duemila persone aiutate in pandemia. Il Fondo San Giuseppe come modello di solidarietà cristiana

Oltre la metà delle persone aiutate dal Fondo San Giuseppe ha migliorato la propria condizione. Un quinto invece ha avuto bisogno di un ulteriore contributo. Diocesi e comune per la solidarietà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
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Un modello di solidarietà in pandemia.  Oltre la metà delle persone aiutate dal Fondo San Giuseppe ha migliorato la propria condizione. Un quinto invece ha avuto bisogno di un ulteriore contributo. E’ il bilancio annuale della misura straordinaria istituita dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini e dal sindaco Giuseppe Sala all’inizio del lockdown della primavera scorsa. Per aiutare le persone che perdono il lavoro a causa delle limitazioni anti-Covid. Diocesi e comune cooperano per la solidarietà.
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Solidarietà a tutto campo

Dal 22 marzo 2020 (tre giorni dopo la festa del santo patrono dei papà, degli operai e degli artigiani, ai quali è intitolato) il Fondo San Giuseppe ha erogato 3.850.900 euro. Circa la metà di quanto raccolto, a 2039 persone. Di queste 1040 (51%) non ricevono più i sussidi. Perché hanno ripreso a lavorare. Anche se spesso ancora in condizioni molto precarie. O hanno comunque migliorato la propria condizione tanto da non avere più bisogno al momento di questa forma di aiuto. Altre 424 persone (20,8%) hanno ottenuto il rinnovo del contributo. Mentre 575 (28,2%) lo stanno ancora ricevendo. Avendo presentato domanda tra settembre e ottobre. E non avendo quindi ancora raggiunto il termine previsto. Per questo la solidarietà resta indispensabile.
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Sos solitudine

Emergenza solidarietà, dunque. Osserva l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini: ‘Ciò che rende insopportabile la vita non è la povertà. Ma la disperazione. Non è la fatica, ma l’essere soli. Sentirsi abbandonati. Il Fondo San Giuseppe non può eliminare la povertà. Non allevia la fatica. Ma è uno strumento per vincere la disperazione. Per assicurare che nessuno deve essere abbandonato. Il Fondo San Giuseppe può far giungere il suo messaggio. A coloro che hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Solo perché centinaia di persone e istituzioni hanno avvertito la solidarietà come un dovere. La generosità come uno stile di vita. La concretezza come segno distintivo della gente di Lombardia“.

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