Festini e cocaina a “Villa inferno”: altri cinque indagati

Confermata l'esistenza di video pedopornografici realizzati a Villa Inferno durante i festini. Il video con 17enne girava in curva della Virtus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:50

I Carabinieri del comando provinciale di Bologna hanno eseguito un’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna a carico di cinque indagati ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di prostituzione minorile, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, pornografia minorile (realizzazione e divulgazione di filmati con minori) e tentata truffa aggravata.

Il blitz rientra nell’inchiesta ‘Villa Inferno’ che a settembre scorso portò alla luce un giro di festini a base di sesso e droga con giovani donne, tra le quali anche una 17enne; all’epoca furono sette le misure cautelari.

Tra i cinque nuovi indagati dell’inchiesta “Villa Inferno”, due persone sono finite agli arresti domiciliari, una con l’accusa di spaccio e l’altra per i reati di prostituzione minorile, spaccio e produzione di materiale pedopornografico.

Carcere invece per un altro uomo, anch’egli accusato di spaccio di stupefacenti e che aveva precedenti simili. Sono due invece i divieti di dimora emessi dal Gip del Tribunale di Bologna, Letizio Magliaro, a carico di due pusher albanesi.

Spaccio anche in città

Con il blitz odierno dei carabinieri della compagnia di Bologna centro, coordinati dal pm Stefano Dambruoso, si chiude l’indagine ‘Villa Inferno’ che lo scorso settembre portò a sette misure cautelari (su otto indagati), tra i quali Luca Cavazza, ex candidato della Lega alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, prima finito ai domiciliari e ora sottoposto all’obbligo di firma.

Proprio gli elementi emersi dagli interrogatori resi dai destinatari di quelle misure cautelari e le audizioni dei partecipanti ai festini di ‘Villa Inferno’ (chiamata così dai protagonisti della vicenda), o che avevano avuto contatti con la ragazza, all’epoca 17enne, hanno permesso agli investigatori di risalire agli spacciatori che rifornivano di cocaina le serate nel villino in provincia di Bologna.

I carabinieri hanno accertato che l’attività di spaccio avveniva non solo a Villa Inferno, ma – riporta Ansa – anche in città, e tra i clienti dei pusher, sottolineano gli investigatori, ci sono anche personaggi del mondo dello spettacolo.

Video pedopornografici

Inoltre, è stata confermata l’esistenza di video pedopornografici realizzati a Villa Inferno in occasione dei festini. L’operazione di oggi ha fatto finire ai domiciliari il 47enne Gianluca Campioni, accusato di induzione alla prostituzione minorile, spaccio e produzione di materiale pedopornografico, e Paolo Carlo Prosapio, di Casalfiumanese (Bologna), accusato di spaccio a diversi frequentatori di Villa Inferno. È stata invece disposta la custodia in carcere per il 56enne pugliese Gianni Marseglia, che ha precedenti per spaccio e che, secondo gli investigatori, in caso di misure più blande avrebbe potuto reiterare il reato. Infine, per due pusher albanesi 38enni che avrebbero rifornito di cocaina i festini a Villa Inferno è stato disposto il divieto di dimora.

Il video con 17enne girava in curva Virtus

“Se non ricordo male dopo Natale 2019 mentre eravamo in macchina io, Davide Bacci e ‘Gianna’ (Gianluca Campioni, ndr), Bacci mi ha mostrato un video da lui ripreso con il cellulare dove c’era la minore” con ‘Gianna’. “Non ho più visto altri filmati ma so che comunque nella curva della Virtus quel filmato lo hanno visto anche altre persone”. Così una delle ragazze che partecipava ai festini a base di sesso e droga a ‘Villa Inferno’, racconta agli investigatori del filmato realizzato dagli indagati con protagonista la ragazzina, allora 17enne.

L’inchiesta, con i primi otto indagati, partì proprio dalla denuncia della madre di quest’ultima. Dall’ordinanza che ha portato alle nuove misure cautelari di oggi emerge poi che Gianluca ‘Gianna’ Campioni, considerato uno dei principali fornitori della cocaina per i festini, era anche lui un frequentatore della curva della Virtus Pallacanestro, come del resto Davide Bacci, proprietario della villa dove si svolgevano i festini (attualmente ai domiciliari) e Luca Cavazza, ex candidato della Lega alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, prima finito ai domiciliari e ora sottoposto all’obbligo di firma.

Proprio grazie alla collaborazione di Cavazza, gli investigatori sono riusciti a ricostruire il quadro dello spaccio. Il video ‘incriminato’, secondo gli inquirenti, non può quindi essere definito di natura “meramente domestica”, ed inoltre “è stata pure affermata la circostanza – si legge ancora nelle carte – di una diffusione dello stesso video generalizzata tra i tifosi della squadra di basket Virtus della quale gli indagati Bacci e Campioni erano sostenitori”.

Indagati tentarono truffa sfruttando Covid

Oltre ai cinque sottoposti a misure cautelari, altre due persone, un uomo e una donna, sono indagate a piede libero per tentata truffa. I due, assieme a Gianluca Campioni, finito ai domiciliari, avrebbero tentato, senza successo, di truffare almeno un ristorante, sfruttando l’attuale emergenza sanitaria.

Secondo i carabinieri il raggiro funzionava in questo modo: uno degli indagati lasciava un biglietto da visita nel locale della sua attività di sanificazione, un altro diceva al proprietario di aver contratto il Covid proprio nel suo ristorante e infine un terzo indagato, fingendosi medico dell’Asl, confermava al titolare la positività del cliente, cercando di convincerlo ad acquistare i prodotti di sanificazione della ditta di proprietà di Campioni.

In questo modo cercavano di ingannare l’esercente, facendo leva sul fatto che se non avesse provveduto a igienizzare il locale ci sarebbero state gravose sanzioni amministrative da parte delle autorità sanitarie.

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